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Lunedì 2 febbraio si festeggia in tutto il mondo la World wetlands day, la giornata dedicata alle zone umide.

 


Eraa il 2 febbraio 1971 quando a Ramsar, in Iran, fu firmata da molti Paesi una Convenzione relativa alle Zone umide di importanza internazionale. Tanti gli appuntamenti in programma per sensibilizzare i cittadini. Il 12% delle specie animali totali, che diventano il 40% aggiungendo quelle vegetali, e quasi il 50% delle specie di uccelli presenti in Italia, sono legate alle zone umide. Perche' creare una giornata dedicata e sensibilizzare su questo tema? 

Pare che circa 2/3 delle zone umide d’Europa sono scomparse negli ultimi 50 anni e quelle che restano sono spesso degradate e a rischio di “sopravvivenza”. Ecco quanto e' importante la loro tutela e sopravvivenza. Svolgono un ruolo importante nel mondo per le specie migratorie e per le numerose attività economiche che sostengono, come la pesca, il turismo e l’agricoltura. Svolgono inoltre un ruolo fondamentale per contrastare le alluvioni fungendo da casse di espansione.

In Italia queste aree sono 53 secondo l’elenco stilato dal ministero dell’Ambiente. Interessano ambienti e paesaggi molto significativi di 15 regioni tra laghi, torbiere, fiumi e foci, stagni, lagune, valli da pesca, litorali con acque marine costiere, e sono per la totalità inseriti anche nella rete Natura 2000 o in aree protette nazionali, regionali o locali.

Tanti gli eventi organizzati dal WWF,  Legambiente ha organizzato un week-end di escursioni nelle zone umide e attività con le scuole, il Cigno Verde mobilita i suoi circoli e le sue aree di Natura e Territorio, per far conoscere questi luoghi straordinari ma spesso sottovalutati, come il lago Fusaro in Campania, i pantani Longarini a Ragusa o l’oasi del Simeto a Catania in Sicilia, il lago Ariamacina sulla Sila in Calabria, la riserva naturale della Valle Cavanata in Friuli Venezia Giulia, il fiume Ombrone in provincia di Grosseto e la Riserva Naturale di Bosco Tanali a Bientina (PI), la riserva della Sentina nelle Marche a San Benedetto del Tronto, il parco nazionale del Circeo nel Lazio, la riserva regionale dei Calanchi a Montalbano Jonico e le rive del lago del Pertusillo a Grumento Nova in Basilicata.

Iniziative anche in Sardegna:

- ad Assemini, nella Laguna di Santa Gilla l’8 febbraio, con un trekking alla scoperta di un habitat unico e suggestivo sul Flumini Mannu sino alla foce, con avvistamento delle specie migratorie, caccia fotografica e liberazione di esemplari di avifauna;

- a Posada il 22 febbraio il Centro di Educazione Ambientale e alla Sostenibilità  Legambiente “Casa delle Dame organizza una passeggiata lungo il percorso che costeggia la foce con tappe di osservazione naturalistica, mettendo a disposizione la competenza degli operatori del CEAS e l’attrezzatura utile a cogliere la ricchezza della zona umida costiera

 

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