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Biate aperte è una giornata di sport e buon cibo: una manifestazione che offre l’occasione di visitare le baite private che ci sono dislocate lungo le piste del comprensorio.


E non solo: grazie alla febbrile organizzazione è anche possibile degustare piatti tipici, uno diverso ogni baita. La manifestazione è disponibile sia per ciaspolatori che per sciatori, con due differenti percorsi per accedere alle baite. In giro completo prevede il passaggio in 11 di queste, visto il poco allenamento e i tempi ristretti siamo riusciti a visitarne solo 7. Di sicuro una esperienza da vivere. Grazie alla guida che ci ha accompagnati  non solo ci siamo mossi in tutta sicurezza, ma siamo stati guidati alla scoperta delle tracce sul terreno di lepri e volpi, a riconoscere il nido di un picchio ed osservare e capire la biodiversità del territorio.

Questo era solo un antipasto dell’avventura: ogni baita una presentazione, un nuovo piatto e una occasione di stare in compagnia. Partiti con pane e speck, come da tradizione, si è continuato passando dalla carne al pesce, dalla polenta ai moscardini al cervo e cinghiale, chiudendo con grappa, caffè e anche gelato. Una esperienza faticosa (cinque chilometri circa) ma alla portata di tutti, anche perché le frequenti pause offrono la possibilità di rigenerarsi, e nonostante non avessi quasi mai ciaspolato prima sono arrivato in fondo, soddisfatto come non mai dell’esperienza.

Non è stata solo la scusa per una gita in montagna, è stata l’occasione per scoprire un territorio e andare alla ricerca di dettagli e particolari che solo la montagna d’ inverno può regalare. La soddisfazione più grande è arrivare in fondo, riunirsi al gruppo di sciatori, e festeggiare davanti ad un cinghiale ed una bottiglia di rosso, prima di scendere a valle in ovovia.

5 ore di cammino intense ed indimenticabili, ci vediamo di sicuro l’anno prossimo!

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