+Turismo

Informazioni

Un Parco naturale in una delle zone più cementificate d’Italia. Era questa la scommessa del Parco Regionale della Valle del Lambro. Quasi 30 anni dopo la partita è stata vinta. In Brianza esiste un’area protetta di oltre 8000 ettari che è stata capace di salvaguardare alcuni gioielli ambientali di grande pregio che rischiavano di scomparire. Nel corso degli anni i compiti del Parco si sono ampliati: non è più solo tutela e protezione ma anche divulgazione dei valori ambientali e capacità di rendere fruibile e vivibile il territorio. Tra le iniziative per far conoscere e apprezzare il Parco alle nuove generazioni e alle famiglie un ruolo sempre più consolidato ha assunto “Dentro il Parco”. La manifestazione gestita dalle Guardie ecologiche vi accompagna all’interno del nostro territorio.

Un Parco naturale in una delle zone più cementificate d’Italia. Era questa la scommessa del Parco Regionale della Valle del Lambro.

Quasi 30 anni dopo la partita è stata vinta. In Brianza esiste un’area protetta di oltre 8000 ettari che è stata capace di salvaguardare alcuni gioielli ambientali di grande pregio che rischiavano di scomparire. Nel corso degli anni i compiti del Parco si sono ampliati: non è più solo tutela e protezione ma anche divulgazione dei valori ambientali e capacità di rendere fruibile e vivibile il territorio Il Parco della Valle del Lambro è stato istituito con Legge Regionale numero 82 del 16 settembre 1983.

All'atto istitutivo comprendeva 33 Comuni e le Province di Milano e Como. Con la Legge Regionale 1/96 il numero di comuni è passato a 35 (con l'ingresso nel Consorzio dei Comuni di Correzzana e Casatenovo) e si è aggiunta la Provincia di Lecco di nuova istituzione. La sua attuale superficie è quindi di 8.107 ha di cui 4.080 ha di parco naturale. Il suo territorio si estende lungo un tratto di 25 km del fiume Lambro compreso tra i laghi di Pusiano e di Alserio a nord e il Parco della Villa Reale di Monza a sud.

Il territorio del Parco comprende il tratto collinare del fiume Lambro e presenta caratteri differenti lungo il suo percorso. La zona dei laghi corrisponde a quella di più spiccato interesse naturalistico, comprendente ambienti lacustri, già in parte tutelati dalla Riserva naturale orientata della Riva Orientale del Lago di Alserio.

Entrambi i laghi sono infatti Siti di Interesse Comunitario (SIC).

Di particolare valore naturale e paesaggistico è anche la zona di Inverigo, per la presenza dell'omonimo Orrido, racchiuso all'interno di una vasta tenuta boscata e per il mirabile complesso monumentale costituito dalla Rotonda, da Villa Crivelli, e da Santa Maria della Noce. Più a sud le aree urbanizzate prendono il sopravvento ma rimangono ancora aree libere di notevole interesse come i due Siti di Interesse Comunitario Valle del Rio Cantalupo e Valle del Rio Pegorino.

All'ampiezza e alla varietà delle vedute panoramiche si aggiunge un'orografia caratterizzata da altopiani, piccole valli scavate dai fiumi, rogge e torrenti e da grandi estensioni di prati intercalate da più modeste zone boschive.Un aspetto di particolare interesse è dato dalla presenza di numerose ville patrizie, con i relativi giardini storici: un valore dei tutto eccezionale, in proposito, riveste il complesso del Parco di Monza e dei giardini della Villa Reale di Monza.

La Valle del Lambro si presenta oggi come una sorta di lunghissima galleria verde che si imbocca a Milano e sbuca nelle prealpi. E non sembri un’esagerazione. Finiti i tempi della cattiva fama che il Lambro aveva saputo spandere a piene mani attorno a sé, migliorate le acque, riaffermata quantunque in ritardo ma per questo anche con più forza l’irrinunciabilità a quel bene comune che è l’ambiente, oggi il parco della Valle del Lambro lascia a poco a poco riscoprire i suoi valori. Qui sono le ville di delizia, qui è l’archeologia industriale manifatturiera brianzola, qui i monumenti e le tracce di una storia fatta di religione, di cultura , dell’amore di letterati e poeti, qui i valori ambientali e paesistici dei laghi insubrici, delle valli scavate dagli affluenti del Lambro, delle risorgive e delle aree umide.

Ecco cosa scrive sul Parco Paolo Villa nel pregiatissimo volume “Parchi e Fiumi - il paesaggio naturale dei territori milanesi”, edito da Segesta: “Dovremmo recarci in pellegrinaggio a vedere come è stata scongiurata una tragedia ecologica. Non ci dobbiamo aspettare un miracolo, ma un ambiente straordinario, sì. Nonostante tutto, la natura è sopravissuta alla grande: in alcuni punti la valle mostra caratteri che sono addirittura più naturali di quanto non lo fossero cento anni fa. Ed è per questo che oggi possiamo trovare un parco che racchiude tutto questo: uno scrigno verde che custodisce e protegge un bene prezioso”

www.leviedelparco.it. Percorsi cicloturistici del Parco Valle Lambro. Un modo diverso per raccontare il Parco, fatto non solo di parole, ma di profumi, di rumori, di campi e di torrenti. Una ricetta, questa che proponiamo, per vivere il territorio, per toccare con mano ciò che ha da offrirci. Ma, per accorgersi che il nostro Parco esiste, è necessario rallentare fino a fermarsi, parcheggiare l'auto e andare, a piedi o in bicicletta, alla scoperta di ciò che è nascosto dalle strade e dagli edifici ormai troppo familiari. Il trucco è lasciarsi stupire, affascinare, dai paesaggi che, troppo spesso forse per pigrizia, crediamo di conoscere a fondo, ma che sono uno scrigno ricco di tesori a volte a noi sconosciuti.

Consigli in zona

I luoghi di PiuTurismo:

I luoghi di PiuTurismo


+Turismo