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Il Parco di Portofino costituisce una esemplare dimostrazione di fusione tra ambiente naturale e attività umane, la cui coesistenza ha permesso lo sviluppo di paesaggi nei quali si ha un continuo alternarsi di ecosistemi naturali e coltivazioni, con una sorprendenIl Parco naturale regionale di Portofino si trova nella Riviera di Levante della provincia di Genova, a circa trenta chilometri ad est di Genova, nell'area geografica del Golfo Paradiso orientale e del Tigullio occidentale.te varietà di ambienti.

Il Parco di Portofino, con i suoi 80 km di sentieri segnati in poco più di 1500 ha di territorio, è un vero paradiso per tutti gli amanti dell'escursionismo, rispondendo, con la sua varietà di tracciati, sia ai più allenati ed esigenti che agli amanti delle passeggiate rilassanti e poco impegnative.

Con gli scarponcini da trekking ai piedi è possibile percorrere la fitta rete di percorsi che attraversano e raggiungono ambienti selvaggi, paesaggi incantati, punti panoramici, baie, scogliere, attraversando insediamenti rurali e borghi marinari ricchi d'arte e storia.
Il clima particolarmente mite di cui gode il Promontorio di Portofino, permette di effettuare escursioni tutto l'anno prediligendo, durante l'inverno, l'assolato versante marittimo e, nella calda stagione estiva, i freschi sentieri del versante settentrionale.

I paletti indicatori, posti lungo i percorsi del Parco, e la dettagliata carta escursionistica (disponibile presso la sede ed i punti informativi del Parco e presso le principali librerie dei paesi limitrofi) permettono anche all'escursionista meno esperto di orientarsi al meglio e di scegliere l'itinerario più adatto alle proprie esigenze.

Il Parco di Portofino costituisce una esemplare dimostrazione di fusione tra ambiente naturale e attività umane, la cui coesistenza ha permesso lo sviluppo di paesaggi nei quali si ha un continuo alternarsi di ecosistemi naturali e coltivazioni, con una sorprendente varietà di ambienti.

La presenza dell’uomo si manifesta sia nelle secolari opere e coltivazioni realizzate, quali muretti a secco e terrazzamenti (noti con il termine dialettale di fasce) necessari per le coltivazioni degli orti e soprattutto dell’ulivo, sia nella presenza di piccoli borghi e paesi, incastonati nel paesaggio naturale.

La realizzazione dei terrazzamenti si è evoluta contestualmente allo sviluppo dell’uliveto, con orti al piede in tipiche colture "miste" stagionali, soprattutto nei versanti est e ovest e intorno al borgo di San Fruttuoso, caratterizzandone tuttora il paesaggio. 

La presenza dell’uomo e delle sue attività si evidenzia, oltre che nei centri abitati principali, anche nei piccoli borghi quali, ad esempio, San Rocco di Camogli, San Nicolò, Nozarego, San Sebastiano.

Specifici manufatti dedicati alle attività agricole, quali i mulini e frantoi, di cui si ha una significativa concentrazione nella Valle dei Mulini, sopra il nucleo abitato di Paraggi, sono oggi un importante documento di archeologia rurale. 

Il presidio e l’utilizzo del territorio da parte dell’uomo non ha tuttavia impedito il mantenimento di un’elevata naturalità, con la presenza di numerosi ecosistemi sia mediterranei, come la macchia e la lecceta, sia di climi più continentali, come il bosco misto mesofilo, cioè con medie esigenze di umidità. 

L’importanza del legame tra uomo e ambiente, all’interno del territorio del Parco di Portofino, è sottolineata dall’istituzione, tra le prime in Italia, di un’area protetta fin dal 1935.

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