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Informazioni

È una delle più importanti aree umide d'Europa. Lo stagno di Molentargius è riconosciuto negli elenchi ufficiali delle aree umide da sottoporre a tutela: è classificato Sito di Importanza Comunitaria (SIC) ai sensi della direttiva dell'Unione europea n. 43 del 1992 (cosiddetta direttiva Habitat) Zona di Protezione Speciale (ZPS) ai sensi della direttiva dell'Unione europea n. 409 del 1979 (cosiddetta direttiva Uccelli, abrogata e sostituita dalla direttiva n. 147 del 2009) e Zona umida di importanza internazionale ai sensi della convenzione di Ramsar.Molentargius Saline, istituito nel 1999, è una zona umida di valore internazionale tra le più importanti in Europa, raro esempio al mondo di ecosistema presente in aree fortemente antropizzate ma habitat ideale di molte specie animali, tra cui il fenicottero.

Il Parco è un'area umida estesa su un territorio di circa 1600 ettari delimitata dall'espansione urbana dei Comuni di Cagliari, Quartu Sant'Elena, Selargius, Quartucciu e dal lungomare del Poetto. Nasce nel 1999 (Legge Regionale n°5 del 26/02/1999) con l'obiettivo di tutelare e valorizzare un sito di interesse internazionale, già inserito dal 1977 nella Convenzione Ramsar per la sua rilevanza com luogo di sosta, svernamento e nidificazione di numerose specie di uccelli acquatici.
 
L'eccezionalità di questa area è data dalla presenza di bacini sia di acqua dolce che salata, separati da una piana con caratteristiche di prevalente aridità denominata Is Arenas. Le zone ad acqua dolce sono costituite dagli stagni del Bellarosa Minore e Perdalonga, nati come vasche di espansione delle acque meteoriche. Le zone di acqua salata comprendo gli specchi d'acqua dell'ex sistema produttivo delle Saline di Stato di Cagliari, costituiti dal Bellarosa Maggiore o Molentargius (vasca di prima evaporazione), dallo Stagno di Quartu (vasche di seconda e terza evaporazione), dalle altre vasche salanti (saline di Cagliari) e dal Perda Bianca (ex bacino di raccolta delle acque madri).
 
L'intento di questa sezione è quello di fornire notizie sulla storia delle saline, la fauna, la flora e la vegetazione, per comprendere il valore di questa importante realtà ambientale.      

Fauna

Per la sua naturale posizione geografica e per le diverse nicchie ecologiche presenti al suo interno, ottimali per la sosta e lo svernamento, l’ecosistema Molentargius permette la massiccia presenza di avifauna stanziale, nidificante e di passo, circa un terzo dell’avifauna europea; tra cui molte specie protette a livello comunitario.
 
Ma questo ecosistema è importante anche per le specie animali appartenenti alle altre Classi, per quanto meno conosciuti e di più difficile individuazione rispetto agli uccelli. Tra gli Anfibi: la Raganella ed il Rospo smeraldino, tra i Rettili: la Tartaruga palustre, la Biscia d’acqua, il Biacco e la Luscengola; tra i Mammiferi: il Riccio, la Donnola e il Coniglio selvatico.

Flora: introduzione

 Elicriso
La componente floristica del Parco è quanto mai varia ed eterogenea. 
La diversità biologica deve essere attribuita ai diversi ecosistemi che compongono il comprensorio, dovuti alla differente concentrazione dei sali nei substrati sui quali vegetano le piante (acque e terreni). Si passa dalle acque dolci del “Bellarosa minore” e del “Perdalonga” a quelle salate o soprassalate del “Bellarosa maggiore”, dello “Stagno di Quartu” e delle vasche salanti ed evaporanti e delle Saline. 
La striscia di “Is Arenas”, vecchia duna fossile, trovandosi al centro del Parco, risente dell’aerosol salmastro, sia che soffi vento di mare che vento di terra. 

L'Elenco Floristico delle specie presenti nel Parco è aggiornato costantemente, affinchè chiunque, quanto gli studiosi interessati, possano apprezzare la diversità biologica.

Durante il periodo invernale sulle strade viene sparso il cloruro di sodio (il comune sale da cucina) e il cloruro di calcio. Il primo si sparge sulle vie ancora sgombre a scopo preventivo. Il secondo, più efficace, viene sciolto in soluzione e versato sulla neve o sul ghiaccio già esistenti. Non viene mai usato a scopo preventivo, perché sull’asciutto formerebbe una patina scivolosa. 
Come agisce il sale? Sulla superficie del ghiaccio c’è sempre un sottilissimo strato di liquido formato da molecole d’acqua che sfuggono ai cristalli di ghiaccio. In condizioni normali, le molecole che sfuggono sono pari a quelle che tornano a legarsi nei cristalli. Aggiungendo sale, questo equilibrio si sbilancia ed è più il ghiaccio che si scioglie rispetto a quello che si forma. 

Il lato Green

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