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Sei stato a Firenze? Hai mai provato il lampredotto?

 


Sapendo che sabato sarei stata di passaggio a Firenze, alcuni amici mi hanno suggerito di provare il lampredotto.

Cosi avendo giusto qualche ora libera prima di andare a Espresso Coworking 2014, faccio due passi intorno a Santa Maria Novella. La giornata è bellissima e proprio vicino alla piazza ho scoperto che c'era un mercato agricolo, il mercatale (che si ripete in vari periodi dell'anno) dove è possibile acquistare prodotti direttamente dai produttori a km 0: olio,vino, frutta, verdura, tartufi, miele, salumi, formaggi, farine e tantissimo altro.

Dopo un giro tra questi stand inizio ad addentrarmi nelle viette antistanti la basilica ed ecco che vedo davanti a me  un chiosco con scritto "lampredotto" e mi ci fiondo. Volete sapere di cosa si tratta a questo punto?

Il lampredotto è un piatto fiorentino a base di uno dei quattro stomaci dei bovini, l'abomaso, detto appunto lampredotto. Un tipo piatto povero della cucina fiorentina, diffuso oggi in città grazie alla presenza di numerosi chioschi dei così detti lampredottai.

Foto L'abomaso è formato da una parte magra,e da una parte più grassa. La parte magra è caratterizzata da piccole creste di colore viola e dal sapore forte e deciso. La  parte grassa invece ha un colore più tenue ed un gusto più morbido. Il gusto devo ammettere è un pò particolare e credo sia dovuto proprio all'unione di queste due  sapori.

 Viene servito come ripieno di un panino toscano salato, il semelle, la cui parte superiore viene generalmente imbevuta nel brodo di cottura del  lampredotto. Se vedete il venditore immergere parte del vostro panino in una "brodaglia" non spaventatevi , è il brodo del lampredotto che renderà il panino  molto morbido. 

 Potete poi aggiungere a piacimento, sale, pepe e olio piccante. 

 Il lampredotto non è un cibo raffinato, è un cibo da strada, le stesse strade dove c'e' la storia, la tradizione e l'attività di un popolo.  Un piatto della tradizione che è giusto che non si perda anzi venga fatto conoscere anche ai turisti. E noi non potevamo provarlo. 

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