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“il più bello…, grande e magnifico… che mai fusse stato fatto”.  Così Giorgio Vasari definì il pavimento della Cattedrale di Siena, frutto di un programma che si è realizzato attraverso i secoli, a partire dal Trecento fino all’Ottocento. 

 


Dal 17 agosto fino al 7 ottobre, l'Opera della Metropolitana di Siena scopre il magnifico pavimento marmoreo del Duomo di Siena. Generalmente coperto con fogli di masonite, che ne proteggono le zone di maggior frequentazione, viene scoperto una volta l'anno per circa due mesi.  Il pavimento del Duomo di Siena è un complesso di tarsie marmoree, frutto di un progetto decorativo durato sei secoli (dal Tre all’Ottocento), composto da più di sessanta scene.

Il tedesco Friedrich Ohly fu il primo a ipotizzare la presenza di un programma figurativo unitario portato avanti lungo il corso dei secoli. Giunse alla conclusione che ogni scena del pavimento fa parte di una rappresentazione della Salvezza e che tutto inizia con le figure di ebrei e pagani sul sagrato esterno, che esclusi dalla salvezza restano fuori dalla cattedrale. 

Dal Duomo si arriva alla famosa Piazza del Campo: vi consigliamo di imboccare via Costa Barbieri così la piazza vi apparirà in tutta la sua grandiosità.  Sedersi per terra in Piazza del Campo, come fanno i ragazzi quando escono dall’università e mangiarsi un crostone senese è un’esperienza da provare!   

Su Piazza del Campo si affaccia il Palazzo Pubblico con la Torre del Mangia alta 88 metri – sulla quale si può salire e ammirare dalla sua sommità lo spettacolare panorama sulla piazza e tutta Siena. Al centro della piazza si trova la Fonte Gaia, punto in cui in passato era situata una sorgente, ovvero una vasca rettangolare ideata da Jacopo della Quercia.

Alle spalle della Piazza del Campo si trova la Loggia della Mercanzia: un’opera in stile gotico- rinascimentale, composta da un ampio loggiato aperto a tre alte arcate con statue e ricchi capitelli

Da vedere anche la chiesa di San Francesco in fondo a via Dei Rossi, oltre l’arco omonimo e l’elegante piazza Salimbeni, che per Siena ha rappresentato per tanto tempo un vanto perchè tanto piccola quanto importante essendo la sede del Monte dei Paschi di Siena. 

L’imponente basilica di San Domenico si trova su un punto panoramico da cui osservare, alle sue spalle, il Duomo e i tetti delle case del quartiere di Fonte Branda. La Basilica di San Domenico è una delle più importanti chiese di Siena: all’interno ci sono importanti dipinti e affreschi, come la Canonizzazione di Santa Caterina, nativa di Siena e patrona d’Italia. 

Per una merenda golosa, assaggiate il Panforte, morbido torrone di forma circolare, i Ricciarelli, o i cantucci, da intingere in un bicchiere di Vin Santo.

Non lasciate Siena senza una visita a Fontebranda, una delle più belle e celebri fonti medioevali decantata sia da Dante, nel 30° canto dell'inferno, che da Boccaccio e legata alla vita di Santa Caterina che qui è nata e cresciuta e che viene ricordata come la “Santa di Fontebranda”.
La leggenda dice che chi beve l’acqua di Fontebranda può diventare pazzo ed è uso tra senesi canzonarsi dicendo “tu, hai bevuto acqua a Fontebranda” per dire stai dicendo una eresia.
I cartelli turistici ci dicono che è la Fonte che parla perché ogni mezz’ora e solo per pochi minuti, nella fonte si sentono voci, suoni e canti del 1300.

Orari e prezzi di accesso ai vari monumenti quest’anno continuano a subire variazioni ed è comunque necessario sempre la prenotazione on line per poter accedere.

Imperdibile è un altro gioiello che dista solo 35 km da Siena: è il complesso architettonico “Eremo e Abbazia di San Galgano”.
L’abbazia con il cielo come soffitto (dopo diverse vicissitudini un fulmine nel 1786 colpì il campanile dell’abbazia che crollo all’interno) e la spada nella roccia che si trova nella Rotonda di Montesiepi, oltre a colpirci per la bellezza sono luoghi imperdibile per chi ama percepire l’eco dei segreti e della spiritualità d’altri tempi e che ci affascina per la leggenda che la accompagna.
La storia di San Galgano ricorda e si associa facilmente  alla leggenda di Artù e i suoi cavalieri. 

Soggiornare in uno dei tanti agriturismi della zona vi permetterà, oltre alla visita della città, di godervi dei rilassanti paesaggi delle colline senesi e gustarvi le specialità toscane dai salumi di cinta senese - finocchiona in primis - ai pici di pasta fresca fatti rigorosamente a mano. Dalla panzanella impreziosita con le aringhe a un calice di chianti classico e di  Brunello di Montalcino.

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