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L’oasi naturale della Repubblica Dominicana è tra le dieci regioni al top secondo Lonely Planet. Noi ci siamo stati e possiamo confermare.


Il Parco Nazionale Los Haitises, situato nella baia di Samana in Repubblica Dominicana, è stato inserito nella Top 10 delle regioni da visitare nel 2018 secondo Lonely Planet, che ha recentemente pubblicato “Best in Travel 2018”, l’appuntamento annuale più atteso da tutti i viaggiatori internazionali.

Il volume indica Los Haitises come una delle mete da non perdere nell’anno che verrà. I motivi? Scopriteli con noi.

  • Aggiunto alla rete dei Parchi Nazionali della Repubblica Dominicana nel 1976, Los Haitises (1375 km2) è una vera e propria oasi, dove la natura è protagonista assoluta: oltre 60 isolotti di formazione calcarea, i cosiddetti “mogotes”, spuntano dall’acqua cristallina mostrando una rigogliosa vegetazione composta da oltre novanta specie di piante, tra cui meritano una menzione speciale le mangrovie, che formano la più grande foresta del paese.
  • Chi visita il parco naturale avrà la possibilità di osservare da vicino questi arbusti, conosciuti anche come “radici del mare”, facendo attenzione a non danneggiarli poiché considerati indispensabili per la protezione di molluschi, crostacei e altre creature marine.
  • La zona è popolata da ben 112 specie di volatili – in particolare aironi, pellicani e trampoliere – motivo per il quale viene soprannominata “santuario degli uccelli”.
  • Completano il paesaggio cascate scenografiche, piscine naturali e baie deserte di morbida sabbia bianca.

Info

Il parco di Los Haitises si raggiunge esclusivamente in barca, idealmente al mattino, quando il mare è più calmo. Le escursioni, della durata di mezza giornata, partono dal porto di Santa Barbara. Navigando dolcemente tra il labirinto di isolotti si ha la sensazione di trovarsi in un luogo remoto dove si respira un’atmosfera quasi primitiva. Dopo aver attraversato la foresta di mangrovie, si fa tappa nelle cuevas, immense grotte scavate dal mare dove trovarono rifugio i Taino, la prima popolazione amerindia che abitò i Caraibi, i quali lasciarono traccia del loro passaggio attraverso disegni rupestri precolombiani che nessuno è mai riuscito a decifrare. Altri punti da visitare all’interno del parco sono: La Pesquera, un piccolo villaggio di capanne abitato solamente da pescatori, dove il tempo sembra essersi fermato; la Bocca dello Squalo e il punto in cui sfocia il fiume Naranjo dove è possibile tuffarsi nelle sue acque trasparenti e ritrovarsi, dopo solo pochi secondi, circondati da un’infinità di pesci tropicali. Questa magnifica costellazione di isolotti è apparsa sui grandi schermi ben due volte, facendo sognare grandi e piccini: proprio qui sono stati girati Jurassic Park e Pirati dei Caraibi, due saghe apprezzate in tutto il mondo, non solo per le vicende raccontate ma anche per l’incantevole ambientazione dove è possibile ritrovare la pace dei sensi a contatto con la natura.

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