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Mito e realtà si mescolano in questo specchio d’acqua cupa: il Lago d’Averno, per gli antichi romani era l’ingresso agli inferi. Questo lago è all’interno di un cratere vulcanico spento nato 4.000 anni fa. Già solo questo basterebbe a incuriosire i più per una passeggiata.


Mito e realtà si mescolano in questo specchio d’acqua cupa: il Lago d’Averno, per gli antichi romani era l’ingresso agli inferi. Questo lago è all’interno di un cratere vulcanico spento nato 4.000 anni fa. Già solo questo basterebbe a incuriosire i più per una passeggiata.

Il lago d’Averno è uno specchio di acque cupe dalla forma ellittica che occupa un antico cratere dove gli antichi romani posero l’ingresso agli inferi. Il lago d’Averno è il secondo per dimensione nei Campi Flegrei, dopo il Fusaro. Di origine vulcanica profondo al centro circa 34 metri. Un posto stregato dove, per la presenza di antiche rovine, la natura si sposa con la cultura dando vita ad uno spettacolo davvero prodigioso.
Averno nell’antichità era anche sinonimo di Inferno, infatti Virgilio nel VI libro dell’Eneide ne parla come ingresso agli Inferi.

Le sue acque sono immote e scure, le ripide pareti che lo circondano sono coperte da boschi mentre quelle a pendenza dolce sono occupate da vigneti a terrazza. In passato si racconta che le acque esalassero acido carbonico e gas che non permettevano la vita agli uccelli: da qui il nome Avernus, dal greco Aornon, luogo senza uccelli.

Averno nell'antichità era anche sinonimo di Inferno

Virgilio nel VI libro dell'Eneide ne parla come ingresso agli Inferi. In epoca romana sotto Agrippa il lago fu trasformato in uno dei porti di Cuma, il porto Julius, in aggiunta all'altro preesistente che si trovava sul mare,ove è l'attuale lago di Lucrino.

Contemporaneamente alla creazione del nuovo porto furono scavate altre due gallerie: l'una , la Grotta di Cocceio, collegava il porto Julius alla città bassa di Cuma mentre l'altra è rappresentata dalla grotta della Sibilla , scavata nella collina che separa il lago di Averno dal lago di Lucrino.

E' un lago di origine vulcanica profondo al centro circa 34 metri.

Un posto stregato dove, per la presenza di antiche rovine, la natura si sposa con la cultura dando vita ad uno spettacolo davvero prodigioso.

Flora & Fauna

La flora comprende lecci, salici bianchi, cannucce, salicornie, ginestre, pini marittimi e sparti.

La fauna è composta da pesci e rane nello specchio d'acqua, da rettili (biacco e cervone), mammiferi (varie specie di pipistrelli) e uccelli (gabbiano corso, cormorano, martin pescatore, gabbiano corallino moriglione, gabbiano reale e folaga). I molluschi attaccati alle colonne mostrano i vari livelli di immersione ed emersione succedutisi dal II sec. d. C. e che raggiunsero anche oscillazioni di 12 metri.

Passeggiata al Tempio di Serapide

Imperdibile è la passeggiata al Tempio di Serapide nella vicina e ridente cittadina di Pozzuoli. Il Tempio è detto di Serapide (più propriamente Serapeo) per il rinvenimento di una statua del Dio Serapis, e rappresenta una rara testimonianza del fenomeno del bradisismo. Lungo la sponda orientale, si ammira la grandiosa sala termale, nota come "Tempio di Apollo".

Le visite

Il Lago è completamente aperto alle visite: si raggiunge dall'autostrada A1 Napoli- Roma, proseguendo per la Tangenziale di Napoli verso Pozzuoli. Uscita n. 14 Pozzuoli - Arco Felice. Seguire indicazioni per Napoli-Pozzuoli, Baia e Bacoli. L'area è dotata di servizi per i diversamente abili: percorsi per sedie a ruota e segnalazioni per ipovedenti.

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