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Soggiornare a Cutrofiano significa immergersi nelle ceramiche, a tutto tondo.


Le prime opere, perché di opere si tratta, ci accolgono a Palazzo Ducale: figure sfilate e dalle lunghe gambe, coloratissime, che ci guardano dalle nicchie delle pareti trasmettendoci lo spirito del territorio.
La ceramica qui si lavora da sempre: il materiale grezzo viene trasformato dalle sapienti mani degli artigiani in pezzi unici, da ammirare e quasi non toccare, e anche in stoviglie e strumenti che accompagnano lo svolgersi della vita quotidiana.
In questo territorio la manualità si fonde: il prodotto della terra è stato coltivato, colto, cucinato e viene accolto in un recipiente frutto del lavoro artigiano: l’energia fluisce in un continuum tra terra e uomo.
Tante sono le botteghe nelle quali perdersi tra ceramiche e colori: la bottega Andriani, che da generazioni si passa il testimone di padre in figlio, che ci affascina con le sue brune e burrose donne di terracotta dai lunghi capelli e con i ricci portafortuna dalle spine acuminate, la bottega di Emanuele Maglio che, pur non essendo “figlio d’arte”, è riuscito a dare concretezza alla sua passione per la ceramica e riesce perfino a farci sperimentare la bellezza di plasmare un pezzo di argilla grezza che si trasforma, pian piano, in un piccolo manufatto … che dovrebbe somigliare ad un vaso…
Coordinare piedi, mani e pressione immaginando la forma finale ci sembra veramente una missione impossibile!!!
Ancora più strabiliante è immaginare di trasformare il materiale grezzo in un minuscolo fischietto perfettamente funzionante. Ebbene sì, è possibile!
Troviamo la conferma alla Casa del Fischietto di Blanco Franco, dove ci vengono mostrati tutti i passaggi necessari: dal blocco di argilla al fischietto grezzo, dall’assemblaggio delle singole parti alla decorazione. Pazienza, pazienza, tanta pazienza: dote certa di questi sapienti artigiani!
La produzione di fischietti, considerata per molto tempo secondaria rispetto a quella del vasellame, perché perlopiù giocattolo destinato ai bambini, ha comunque visto artisti che hanno plasmato pezzi unici: Giuseppe Rizzo è uno di questi.
Il Museo della Ceramica di Cutrofiano espone un pezzo dell’artista nella sezione dedicata ai fischietti.
La sezione si è ulteriormente arricchita nel 2010 della collezione Mario Briosi che con i suoi 200 pezzi permette di conoscere tutte le diverse declinazioni dei fischietti: da quelli tradizionali a quelli moderni, da quelli provenienti dalle diverse regioni italiane a quelli provenienti dal mondo intero.
La giornata è stata intensa, per esperienze, immagini, storie e memorie. I vicoli della città vecchia ci accompagnano verso una cena ristoratrice: l’osteria “Vini Divini” ci propone un menù ricco abbinato ad un buon vino locale.
Prima, però, d’obbligo lavarsi le mani! Fuori la solita indicazione “Toilette”, dentro……una immersione nell’arte e nella creatività. Da vedere!!!

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