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Asolo fa parte del club de I borghi più belli d'Italia.  Ed è anche la “città dai cento orizzonti” (così la definì Giosuè Carducci).


Scopriamo cosa vedere in questa città.

La Rocca

Costruita sulla cima del monte Ricco che sovrasta il centro di Asolo la poderosa struttura a poligono irregolare della Rocca (altezza media di 15 metri e una larghezza di 2.5 metri per i lati nord e ovest, di 3.5 metri per gli altri lati) risale a un periodo compreso tra la metà-fine del XII secolo e gli inizi del XIII, come è stato appurato dai ritrovamenti archeologici effettuati nelle campagne di scavo condotte dall’Università di Padova. E’ questo il periodo in cui l’antico insediamento acquista maggiore importanza e quindi si dota di una struttura difensiva più imponente. La costruzione del manufatto ha comportato la distruzione da una parte dell’insediamento abitativo – produttivo precedente, dall’altra di alcune sepolture della necropoli colà esistente. Le tracce delle prime fasi di frequentazione (XIII secolo) della fortificazione sono piuttosto labili, mentre più evidenti sono quelle legate alle epoche successive della dominazione del comune di Treviso (1261-1339), poi veneziana (1339-1381), carrarese (1379-1388) e veneziana ancora (1388-1796). Tra XIII e XIV secolo è la costruzione di una cisterna-pozzo per la raccolta dell’acqua piovana (tutt’ora visibile) e la sistemazione dell’area dell’angolo sud-orientale con la costruzione di un forno da pane. Dagli spalti della Rocca, è oggi possibile godere una visione a volo d’uccello ed a giro d’orizzonte: dalla pianura padana a tutto l’arco alpino circostante. Durante le giornate limpide e con condizioni di luce favorevole si intravede chiaramente la laguna di Venezia.

La cattedrale

La prima citazione del complesso documentata è del 969 quando viene nominata l’ecclesia in honore Beatae Virgins Mariae constructa.Nel 1584, secondo la descrizione di una visita pastorale, la chiesa doveva aver assunto la struttura che ancora oggi si può vedere. Nel 1606 in seguito al crollo del  tetto fu ricostruita oltre alla copertura, l’abside e l’altare maggiore. Fu nel corso di quel secolo che la struttura perse le tracce del suo impianto medievale. Alla metà del ‘700 fu incaricato l’arch. Massari per un riordino dell’interno. La cattedrale si presenta a tre navate con colonne in pietra. Presso l’altare maggiore si apprezzano due angeli di Giuseppe Bernardi; il fonte battesimale datato 1491 reca lo stemma della Regina Cornaro che lo commissionò all’arch. Francesco Graziolo. Si trovano poi due importanti pale di Lorenzo Lotto e di Jacopo Da Ponte. La facciata esterna è dovuta ad un intervento portato a termine nel 1889 su progetto di Pietro Saccardo che giustappose il paramento visibile alla vecchia facciata.

Il castello

Il Castello, assieme alla Rocca uno dei simboli del paesaggio asolano, sembra risalire al X secolo anche se mancano dati certi che indichino l’origine dell’impianto.Nel 1242 fu dimora di Ezzelino da Romano e a partire dal 1339 divenne sede dei podestà veneziani. Alla fine del XIV secolo venne saldato alle mura cittadine, costruzione quest’ultima avviata durante il breve dominio dei Carraresi. Delle quattro torri che lo caratterizzavano ne rimangono oggi tre, la torre civica o campanaria, la torre Reata con funzione di carcere e la torre del Carro ora compresa nell’abitazione attigua denominata La Torricella.Nel 1489 divenne residenza di Caterina Cornaro ed in questo palazzo e nel suo giardino Pietro Bembo ambientò i dialoghi “Gli Asolani” . Dopo la morte di Caterina venne riadattato a funzioni amministrative e subì numerosi interventi di restauro.Nel 1797 vi si stanziarono i francesi e l’anno successivo la grande “Aula Pretoria”, dove i podestà veneziani amministravano la giustizia, venne trasformata in teatro

Le mure

Il progetto di difesa del borgo medioevale secondo l’impianto fortificatorio ancor oggi in parte esistente, trovò completa realizzazione nel corso del XIV secolo, quando Asolo divenne oggetto di aspre e continuate lotte tra le signorie di Verona, Padova e la Serenissima. Probabilmente la città era già da tempo provvista di una serie di torri e opere difensive isolate, ma le prime precise attività relative alla cinta sono registrate nel 1318 quando si procede alla costruzione di non meglio definite “mura a secco” lungo alcuni tratti del perimetro urbano. Decisivo per il definitivo assetto della cinta fu il dominio padovano in Asolo tra il 1381 e il 1388. Il circuito murario divenne di 1360 metri con 24 torri disposte in punti strategici e alcune porte e portelli, non tutti coevi, in corrispondenza delle vie di accesso e di uscita dalla città. Le aperture sono: il portello di Castelfranco (detto anche Loreggia), la porta Dieda, demolita nel 1812 per la costruzione del Foresto nuovo (detta anche di S. Gervasio), il portello di S. Martino, oggi murato e parzialmente visibile nel giardino di villa Baglioni (esterno mura) o nel giardino della “Casa Rossa” (interno mura), il portello del Colmarion (detto anche della Bot) , la porta di S. Caterina (detta anche del Foresto, di Belvedere) e il portello di Sottocastello.

Piazza Garibaldi

Cuore della città si può considerare la centrale Piazza Garibaldi, con la fontana cinquecentesca sovrastata dal leone alato di S. Marco. Da qui si possono facilmente raggiungere i principali monumenti di Asolo.

Tempio Canoviano

Il Tempio Canoviano è la chiesa parrocchiale di Possagno, consacrata alla Santissima Trinità. Il Tempio è una costruzione neoclassica progettata da Antonio Canova e disegnata da Pietro Bosio e Giovanni Zardo con la collaborazione dell'architetto Giannantonio Selva e Luigi Rossini. La costruzione fu cominciata l'11 luglio 1819 e il Tempio fu inaugurato nel 1830. Il tempio si trova ai piedi del Col Draga a 342 metri sul livello del mare. Poggia su tre ampie gradinate e su un vasto acciottolato dalle artistiche forme geometriche progettato dall'architetto Giuseppe Segusini. Nel Tempio si possono distinguere tre elementi architettonici: il colonnato, che richiama il Partenone di Atene; il corpo centrale simile al Pantheon romano; l'abside dell'altare maggiore. Le tre parti rappresentano simbolicamente le tre fasi essenziali della storia: la civiltà greca, la cultura romana ed infine la grandezza cristiana.

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