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Il galoppo rallenta, i cavalli davanti a me passano al passo e si fermano: c’è una signora. Ammirava l’arrivo di noi tre al galoppo. E’ un pò stupita e Giovanni, la nostra guida, le chiede “ha visto dove sono gli indiano? Li stiamo inseguendo!!”


Inizia con una risata della signora divertita dall’ironia di Giovanni la prima pausa di una delle tre galoppate che ci siamo fatti in 2 ore e mezza di discesa a cavallo dal rifugio di Campei.

Ed è questa la meta, il punto di partenza o il bivacco per la notte di varie escursioni che la Scuderia Castello organizza potendo fruire di questo punto di ristoro, sia per i cavalli che per i cavalieri, perfetto per rinfrescarsi, ristorarsi, riprendere le forze e ripartire.

Il rifugio è quindi comodo sia per le escursioni in giornata che partono dalla Scuderia e fanno tappa pranzo qui e rientro sia per essere una base in cui soggiornare con un adeguato ristoro e protezione per i cavalli. Qui possono godere del recinto esterno, chiuso e sempre vigilato da almeno uno dei cani che accompagnano le escursioni, per poi riposare nelle stalle interne e chiuse durante la notte con sufficiente scorta di cibo e di acqua.
Nel mio caso sono salito con lo staff per assistere alla preparazione del benvenuto ai cavalieri: un bellissimo momento di relax che ci ha permesso di goderci appieno il panorama e lo spettacolo che si gode dal rifugio.
Dopo un pranzo piacevole con ospiti dall’Olanda e dalla Germania e dopo un buon caffè ci siamo incamminati su una delle tante piste possibili per il rientro: in questo caso abbiamo affrontato una pista sulla strada della peste, un percorso piuttosto impegnativo che mette alla prova il cavaliere con salite e discese da cavallo e pendii da fare a piedi accompagnando l’animale.
Qualche passaggio semplice in acqua e lo spazio per un paio di momenti al galoppo veloce dando la possibilità al cavallo di scatenare tutto il suo entusiasmo. La prima cosa che mi ha affascinato è stata l’empatia del mio cavallo: da subito un feeling spontanee ci ha portato a qualche minuto di coccole e di grattini sul muso prima di affrontare la discesa, ed è anche un ottimo momento per stemperare la tensione visto che a conti fatti non mi sedevo su una sella da un decennio!

C’è poi da evidenziare la bravura oltre che l’ironia, con cui Giovanni gestisce il tutto: era un sentiero non battuto da un pò e più volte Giovanni, con la scusa di far brucare i cavalli, provvedeva a riaprire la strada per renderla sicura e agevole ai cavalieri. Sembra un concetto da poco ma ciò consente a chi vuole fare il medesimo percorso a piedi di farlo in sicurezza e garantisce lo stesso privilegio a quei cavalieri che qui verranno per i fatti loro trovando la pista percorribile e non avendo pericoli ad altezza di collo.
Questa passione per il territorio insieme alla bellissima Lana che ci accompagnava rende l’eperienza estremamente sicura oltre che divertente.

Un pò di storia

Questa strada, molto più lunga di quella che si farebbe per arrivare qui, è interessante oltre che paesaggisticamente per il carico di storia e le tracce che ci lascia di un passato lontano.E’ infatti qui, lungo questo percorso che i cittadini di Gaino e dei paesini limitrofi si ritirarono per sfuggire alla peste del 1630 e qui si trasferirono mettendo su dei veri e propri mini condomini a gestione familiare.
E tra tracce delle vecchie cucine, tristi storie di chi è sopravvisuto ai crolli e di quelli che cercavano di arrivare qui ma trovavano l’esercito in armi e una linea di fuoco insesorabile che non lasciava superstiti andrete al passo, al trotto e al galoppo immersi in queste affascinanti storie.
Stiamo sormontando, e ci stiamo avvicinando, al Torrente Toscolano che qui significa energia, cartiere, acqua, produzione e vita. Purtroppo la mancanza di manutenzione e la poca lungimiranza dell’amministrazione locale stanno cancellando il bellissimo trittico di laghetti naturali che caratterizzava le nostre fughe dal caos del lago nei mesi più affollati.
Li si intravede nel passaggio che abbiamo fatto ad ammirarli, la speranza è che presto la strada delle camerate venga riaperta al pubblico e torni agibile permettendo la manutenzione necessaria all’area.

In questa bellissima Valle delle Camerate potrete trovare anche una bellissima parete d’arrampicata oltre a numerose attività legate al torrente, tipo il rafting o il canyoning. Ritornati sul torrente si procede con calma, godendosi il panorama e la vista dei paracadute di chi si lancia dai vicini monti in parapendio per godersi la giornata e le ascensionali, noi procediamo in direzione Scuderie dove ci aspetta una doccia fredda e una birra ghiacciata per goderci il tramonto e una delle ottime cene a base di pesce del cuoco della scuderia.
La possibilità di soggiornare sia alle scuderie, tra il comfort e il panorama mozzafiato del Garda visto da quassù, e la base al rifugio campei, con poco campo per i cellulari ma un’ottima rete Wifi, fanno della Scuderia Castello una meta perfetta sia per gli appassionati che per i neofiti. La presenza delle scuderie con campo d’allenamento recintato permette di prendere dimestichezza a chi non è mai andato a cavallo prima e la capacità di Giovanni di adattare ogni percorso alla bravura e alle capacità del cavaliere consentono una fruibilità del centro a 360° 

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