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Tornando al confronto tra acquedotti e acqua in bottiglia, pochi sanno che lo Stato utilizza due pesi e due misure.


Senza entrare nel merito di noiosissimi paramenti chimici, ti basti sapere che i valori limite di alcune sostanze considerate pericolose per la salute pubblica sono diversi se si parla di acquedotti pubblici o di acque minerali...
 

In buona sostanza, ciò che per gli acquedotti Comunali e considerato “velenoso” e invece consentito per le acque in bottiglia, e viceversa! Tanto è vero che le leggi attualmente in vigore per l’acqua potabile sono 2 leggi distinte.

Per le Acque destinate al consumo umano (cioè per acquedotti) fa fede il D.Lgs. 31/2001, mentre per le Minerali detta legge il Decreto Ministeriale (D.M.) del 29/12/2003…

Perché lo stesso prodotto o servizio essenziale deve essere gestito da due enti diversi??? Questo è proprio un mistero insondabile!!

Per legge la scadenza dall’imbottigliamento è di 2 anni in buone condizioni di luce e calore… Questo vuol dire che se hai una bottiglia di acqua minerale che scade tra 1 anno, per certo sta lì da altrettanto… e chissà quante ne ha viste!

Diamo ora un’occhiata al contenente.

Se proprio ci tieni a comprare acqua in bottiglia, che sia in vetro e possibilmente leggermente scuro, preoccupandoti di conservarla come NON hanno fatto quelli che te l’hanno venduta… Pur essendoci infatti studi di qualche anno fa secondo cui persino il vetro cederebbe piccolissime quantità di minerali e metalli. Il PET resta sempre la scelta peggiore, non solo per le sostanze di origine sintetica che cede in seguito agli inevitabili sbalzi di temperatura (in fondo il PET deriva dal petrolio), ma anche per il costo di produzione e di riciclaggio.

Anche se la minerale in vetro costa e pesa di più, il vetro conviene alla nostra salute e al Pianeta. In realtà, da quello che so io, esiste solo un’acqua minerale in Italia che oltre ad essere in vetro si avvicina alla caratteristiche di biocompatibilità di cui ti sto per parlare, ed è la Lauretana in vetro (peraltro sembra anche essere l’acqua minerale con minore residuo fisso d’Europa).

Che cos’è e a che serve il trattamento delle acque?

Diamo adesso un’occhiata ai differenti sistemi di trattamento delle acque che troppo spesso vengono confusi tra di loro. Dopo le prime fasi, che servono a togliere i residui terrosi e sabbiosi più grandi (i cui termini tecnici - tanto per farti vedere quanto mi sono applicato - sono: stacciatura, desabbiatura, sedimentazione, flocculazione), se il residuo fisso e le percentuali dei singoli minerali elettroliti sono compatibili con l’alimentazione umana, si procede alla sterilizzazione.

  • STERILIZZAZIONE. 

Sorvolando sul fatto che batteri e virus sono pericolosi solo su organismi pronti a riceverli, cioè pronti ad ammalarsi per lo stato di debolezza del loro terreno cellulare (come ammise lo stesso Pasteur contraddicendo quello che aveva sostenuto per tutta la vita quando in punto di morte disse: “il terreno è tutto!” ci torniamo tra breve), la sterilizzazione è il primo passo per creare un’acqua potabile priva di agenti patogeni (come batteri, virus e microrganismi).

Bollire l’acqua è la forma più antica di sterilizzazione, ma – per esempio come già anticipato - non rimuove dall’acqua ne i veleni, come l’arsenico, ne i metalli pesanti, né gli altri inquinanti.

Certamente l’uso di aggiungere disinfettanti (il cloro è uno dei più usati perché tra i più economici) ha notevolmente ridotto l’incidenza di malattie legate all’acqua nei paesi in via di sviluppo: avere acqua potabile è ancora una delle esigenze vitali primarie per milioni di persone in tutto il mondo, credo la più urgente necessità fisiologica che si dovrebbe garantire ad ogni essere umano.

Tuttavia il succitato cloro (in gergo tecnico “ipoclorito di sodio” cioè candeggina o varechina concentrata), è in tutto e per tutto un veleno (pensaci… per questo uccide i germi! Un po’ come gli antibiotici. Peccato che una sostanza chimica in grado di uccidere una forma di vita raramente faccia bene alle altre con cui entra in contatto…) e produce sottoprodotti spesso considerati cancerogeni.

Tuttavia, può essere molto utile quando usato saggiamente, dato che consumare piccole dosi di sostanze tossiche è comunque preferibile a sviluppare il tifo, il colera o la dissenteria!

Sterilizzazione dunque.

Questo è lo step obbligato per tutti gli acquedotti pubblici.

Un altro sistema valido – questa volta innocuo - per disinfettare l’acqua è una veloce esposizione ad una lampada UV.

Anche se è difficile usarlo per grandi quantità d’acqua, è una soluzione interessante nei piccoli impianti casalinghi perché non aggiunge sostanze estranee all’acqua, come l’ipoclorito di sodio.

Nel nostro prossimo post vedremo la

  • FILTRAZIONE
  • OSMOSI INVERSA e quindi…
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