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Semplici gesti per rassicurare il sistema nervoso: il quarto punto dela nostra guida.


Nella guida Zero stress in 9 mosse spiego come si possa tranquillizzare il sistema nervoso attraverso il contatto con il corpo e questo prevede innanzitutto il portare attenzione a sé, uscendo dal pilota automatico che solitamente inneschiamo non appena ci alziamo dal letto fino a quando ci corichiamo.

Nel primo punto suggerisco di fare qualche volta una pausa per entrare nella dimensione del “qui e ora” in modo molto concreto, a partire dalle comodità o scomodità fisiche, dalle tensioni, dalla posizione assunta, dalle necessità fisiologiche e dalla relazione con l’ambiente circostante. Questa è una prima connessione fondamentale.

Nel secondo punto parlo dell'interocezione: significa ascoltare i movimenti che provengono dall’interno e che sono tutti messaggi sul nostro stato psico-fisico. Imparare a leggerli diventa uno strumento per conoscersi e capire in che stato d’animo ci si trova. Il terzo punto dice di accogliere tutte le sensazioni fisiche, anche quelle negative (sempre legate alle emozioni) che spesso tendiamo a lasciare inascoltate. Essere nel presente significa infatti essere con quello che c’è, anche se si chiama tristezza, sofferenza, noia, paura… Una volta che ti sei abituato/a a essere attento/a e in ascolto del corpo, puoi riconnetterti facilmente, anche in momenti critici. Non è difficile né complicato, bastano piccoli gesti, come indicato nel punto 4: ad esempio guardarti le mani mentre le muovi. Hai presente quando i bambini nella culla giocano con le loro manine mentre le osservano? Proprio così, con la stessa attenzione e curiosità Puoi sfregarle come se te le stessi lavando e guardare i dettagli della pelle, delle forme, del movimento, sentire le sensazioni e puoi fare lo stesso con altre parti del corpo: polsi, gomiti, cosce, piedi. In questo modo riconnetti e riorienti il tuo sistema nervoso che era entrato in una modalità di “allarme”. Nella loro semplicità sono azioni molto potenti per il cervello, che ti riportano a te stesso senza alcuno sforzo mentale o tecnica imposta. Puoi anche usare le mani per toccare la parte dove senti il disagio: stomaco, pancia, petto… un tocco gentile, accogliente, caldo è un toccasana e un messaggio rassicurante per il sistema. Dopo qualche minuto osserva se i tuoi pensieri, il tuo stato d’animo, il tuo respiro sono cambiati. Questi gesti e soprattutto l'attenzione non sono spontanei in età adulta, perché non ce ne siamo dimenticati, quindi anche se semplice, non è una modalità familiare di prendere contatto con te. Ci vuole un po' di tempo. Sembra strano: nonostante tutti gli impegni, le incombenze, i doveri, le costrizioni a cui facciamo fronte, abituarsi a portare attenzione a se stessi in modo semplice è una sfida. Ma ti assicuro che ne vale la pena.

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