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Accogli le sensazioni fisiche, anche quelle negative: il terzo punto della nostra guida

 


Se hai scaricato la guida Zero Stress in 9 mossee hai iniziato a mettere in pratica il punto 1 - prendersi una pausa -  e il punto 2 - leggere il corpo -  avrai sicuramente già fatto alcune scoperte su di te e su come reagisci ai fattori di stress. Ora si tratta di continuare in questa auto-osservazione senza giudizio, il che significa accettare e accogliere tutte, ma proprio tutte le sensazioni, comprese quelle negative. Abbiamo in genere la tendenza a evitarle, a nasconderle, in una parola a reprimerle. Si pensi ad esempio a quando un bambino cade e piange: spesso il genitore è spinto a tranquillizzarlo dicendogli “non è niente”, “non ti sei fatto niente” “dai, non piangere” e altri messaggi di questo genere. Sono ovviamente a “fin di bene”, purtroppo però non accolgono l’emozione di quel momento: frustrazione, delusione, rabbia, dolore…  tutte emozioni legittime che invece vengono lette come non accettabili. E così, da adulti, facciamo lo stesso con noi stessi (e con gli altri quando vogliamo rassicurarli): tratteniamo le lacrime, la rabbia, nascondiamo la delusione o la tristezza e queste emozioni non espresse si accumulano nel corpo, dentro di noi. Per superare le emozioni negative, tendiamo a rimanere nella testa, pensando a quanto sia spiacevole o brutto quello che ci sta accadendo, che non è giusto o che “capita sempre a noi” ecc. oppure prendiamo un respiro profondo per poter andare avanti senza soffermarci su quello che proviamo, mentre invece avremmo bisogno di uscire dalla mente e dai pensieri e darci il tempo di ascoltare i messaggi fisici: la gola serrata, il pugno nello stomaco, il mal di pancia, le fitte alla testa, i dolori cervicali o lombari…. Il dolore è inevitabile e non ha senso sfuggirlo con espedienti, perché non ti lascerà ed entrerà ancora più in profondità. Le sensazioni negative provenienti dal corpo ti informano sul tuo stato emotivo e psicologico. Dove si localizza il dolore? Che forma ha, che consistenza, come lo disegneresti (pugno, palla, groviglio, ferraglia, nodo, morsa…). Se parlasse, che cosa ti direbbe? E se arrivano, accogli le lacrime. Stai con quello che c’è. Quella del corpo è una comunicazione non verbale e non astratta, bensì concreta e autentica, perché non può mentire, ragionare, aggiustare, mettere a posto, incasellare come fa la mente.  Accettare il negativo non significa affatto essere pessimisti o negativi, significa stare con la realtà per quella che è e permettere a se stessi di attraversare il naturale processo biologico che il corpo necessita per metabolizzare l’esperienza, digerirla e infine lasciarla andare.

Si tratta di sentire, non di pensare!

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