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Noi agiamo secondo abitudini, determinate dalla nostra organizzazione neuro-muscolo-scheletrica. Diventarne consapevoli significa sapere quello che si fa e poter ampliare le proprie possibilità.


Forse non ci pensi, ma le tue azioni e i tuoi gesti sono dettati da schemi neuromotori, quelli che il dottor Moshe Feldenkrais chiama “abitudini o preferenze”: abbiamo un occhio, una mano, una gamba dominanti, ci giriamo o ci pieghiamo meglio da una parte che non dall’altra ecc. Queste abitudini ci permettono di muoverci senza dover ogni volta pensare all’intera organizzazione del movimento.
Esse sono il nostro personale modo di agire, in un certo senso la nostra identità, in quanto contengono la nostra storia e le scelte fatte, anche se inconsce. Possono però essere limitanti, cioè farci agire sempre in un unico modo, e a volte anche dannose, quando l’organizzazione muscolo-scheletrica di un movimento è poco efficiente e di conseguenza viene compensata da sforzi muscolari che creano contrazioni croniche e usura articolare.
Che cosa fare? Una delle strategie adottate dal Metodo Feldenkrais per diventare consapevoli delle proprie abitudini, così da accorgersi di scomodità, tensioni e sforzi, per poi poter migliorare i movimenti, è quello di giocare con gli schemi non abituali.
Cambiare uno schema e provarne uno non familiare spiazza il sistema nervoso centrale con nuove informazioni e stimola una riorganizzazione globale del sistema muscolo-scheletrico. Le variazioni di schemi, assieme all’attenzione, “accendono” il cervello e stimolano la neuroplasticità, ossia la qualità intrinseca del cervello di modificarsi per il migliore funzionamento possibile. I neuroni che si accendono assieme si legano e permettono nuovi percorsi neuronali, il che significa un più ampio repertorio di azione, sul piano fisico e mentale. Si guadagna in flessibilità e, perché no, in creatività! Guarda il video per avere alcuni spunti da provare durante la giornata. 

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