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I fossili viventi nella Valle delle Felci


C’è un luogo particolarmente affascinante a nord del Castello, nei Giardini di Castel Trauttmansdorff: la Valle delle Felci. Lo è perché in questa parte si trovano delle piante davvero speciali, che hanno attraversato il tempo, che hanno vissuto accanto a varie forme di esseri viventi, che hanno respirato aria di diversa consistenza e composizione, delle piante sopravvissute ad enormi cambiamenti: i fossili viventi. In questo modo vengono infatti definite le pochissime specie sopravvissute fino ai nostri giorni. 

Nella Valle delle felci di Trauttmansdorff, lungo il ruscello che l’attraversa, crescono alcuni esemplari di piante che sono appartenute ad ere geologiche antiche e sono giunte a noi senza estinguersi come il ginkgo, l’araucaria, la metasequoia, la wollemia e ovviamente le felci, che rendono questo settore dei Giardini un ambiente dall’aspetto decisamente primordiale, accentuato poi dalla nebbia prodotta dai nebulizzatori.

Il Ginkgo è un albero molto particolare e resistente: nel 1945 un esemplare di questa pianta riuscì a sopravvivere alla detonazione della bomba atomica ad Hiroshima e, superate le gravi ustioni, è riuscito a germogliare nuovamente. I Ginkgo possono raggiungere e superare l’età di 1000 anni. La storia delle ginkgoaceae comincia in tempi lontanissimi e sappiamo che queste piante raggiunsero la maggiore ricchezza di specie circa 200 milioni di anni fa. Di questo gruppo di piante, un tempo così diversificato e diffuso in tutto il mondo, è sopravvissuto fino ad oggi solo un'unica specie, il Ginkgo biloba

Ai Giardini di Castel Trauttmansdorff si trovano esemplari maschili e femminili di Ginkgo. In Oriente il ginkgo femminile è molto popolare, perché produce delle noci che, tostate, sono considerate una leccornia, mentre nel resto del mondo è poco apprezzato, perché in autunno la buccia dei semi, che contiene acido butirrico, sprigiona un odore molto sgradevole. 

La storia recente della Wollemia nobilis risale al 1994, quando venne fatta una straordinaria scoperta botanica: in una gola australiana furono trovati circa cento esemplari di questa conifera ritenuta estinta. Come dimostrano molti fossili di questo albero, la Wollemia nobilis era diffusa in tutto il mondo fino a 65 milioni di anni fa, finché, insieme ai dinosauri, si estinse e ne rimase solo un limitato numero di esemplari in Australia. Oggi il luogo di ritrovamento di questa specie a rischio di estinzione è tenuto segreto al fine di assicurare la sopravvivenza della Wollemia. Dal 2006 a Trauttmansdorff cresce un esemplare molto grande di Wollemia, insieme a due più giovani, che da alcuni anni svernano all’aperto senza alcuna protezione.

Il percorso che porta alla Valle delle felci dei Giardini di Castel Trauttmansdorff inizia nella Grotta (che nella stagione 2020 è rimasta chiusa a causa del covid), dove, con uno show multimediale della durata di 12 minuti, i visitatori sono catapultati alle origini della vita sulla Terra attraverso un coinvolgente spettacolo con tanto di tuoni e fulmini e scoprono come le piante conquistarono la terra ferma: felci, equiseti e licopodi furono le prime piante terrestri. Per poter vivere al di fuori dell’acqua l’evoluzione dovette inventare alcuni organi e strutture nuove, che non erano necessarie fintanto che le piante vissero nell’acqua. Le prime piante terrestri erano quindi dotate di radici e di un sistema vascolare, con cui si procuravano l’acqua dal suolo, mentre uno strato esterno impermeabile impediva che si seccassero

Circa 300 milioni di anni fa le felci raggiunsero la maggiore varietà di forme. Più tardi si svilupparono le conifere, le specie di ginkgo e le cycas (ai Giardini si trova anche un antico esemplare di Cycas revoluta, talmente grosso e pesante che trascorre il periodo invernale in una piccola serra che i giardinieri gli costruiscono attorno). 

Gradualmente si svilupparono le spermatofite, cioè le piante che producono semi per la loro propagazione, tra le quali le conifere sono le più antiche. Solo circa 130 milioni di anni fa si svilupparono le piante con fiori appariscenti e con semi protetti da un frutto.

Trovarsi nella Valle delle felci durante una visita ai Giardini di Castel Trauttmansdorff significa immergersi in un mondo lontano e selvaggio, misterioso e affascinante, avventuroso e un po’ inquietante, dove l’unica legge che ha valore è quella di Madre Natura.

Per ulteriori informazioni: www.trauttmansdorff.it.

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