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Accorgimenti per far fronte alle temperature rigide


Giardini di Castel Trauttmansdorff si trovano a Merano, città di cura nota già da fine 1800 per la mitezza del suo clima e la purezza dell’aria. In tutta la zona di Merano, il paesaggio mediterraneo si fonde con quello alpino, dando vita ad incredibili convivenze tra piante subtropicali e alpine. Il clima di Merano, infatti, è particolarmente favorevole grazie alla presenza del Gruppo di Tessa, montagne alte 3000 metri che proteggono la zona dai venti freddi del nord e alle masse d’aria calda che si riversano nella conca meranese attraverso l’ampia valle dell’Adige, aperta a sud.

La caratteristica più importante del clima di Merano è che le gelate invernali non sono frequenti, perché la temperatura raramente scende sotto i -10°C e, quando succede, si tratta di un periodo di breve durata. 

Ai Giardini di Castel Trauttmansdorff, le temperature registrate negli inverni degli ultimi 20 anni, non sono mai state inferiori ai – 13°C. Questo è un bene, ad esempio, per l’olivo secolare dei Giardini, un esemplare unico di 700 anni proveniente dalla Sardegna, del peso di quasi 6 tonnellate, con la circonferenza del tronco di 3 metri, che certamente non potrebbe sopravvivere a temperature inferiori. Per non rischiare però di perdere un esemplare tanto raro, l’olivo secolare in inverno viene coperto.

Grazie a questo tipo di clima, pertanto, molte delle specie presenti ai Giardini di Sissi riescono a sopravvivere senza difficoltà, come le sempreverdi legnose delle foreste di lauri e di sclerofille tipiche dell’Asia Orientale, dell’America settentrionale e del Mediterraneo.

Tuttavia, le piante sempreverdi in luoghi inadatti non solo muoiono di freddo, ma hanno anche spesso problemi di approvvigionamento idrico, in quanto non gli è possibile portare acqua dal terreno ghiacciato alle foglie che quindi si seccano. D’altra parte, ancora più importante è un terreno ben drenato, in modo che non si formino ristagni d'acqua.

Nonostante il clima molto mite, non tutte le piante dei Giardini sono completamente resistenti al freddo invernale, pertanto vengono “impacchettate” sul posto, oppure, nel caso di piante in vaso sensibili al gelo, vengono portate in serra.

Nei Giardini del Sole, ad esempio, nel lato sud di Castel Trauttmansdorff, tra l’oliveto più a nord d’Italia e il campo di lavanda, si trova il paesaggio coltivato mediterraneo. Qui, in mezzo a gelsi e pini, le diverse specie di piante mediterranee vengono accuratamente confezionate dai giardinieri, in modo da garantire a primavera, quando si apre la stagione dei Giardini, delle fioriture floride e sane.

tre carrubi dei Giardini (due femmine e un maschio), che a Trauttmansdorff raggiungono il punto più settentrionale di piantumazione a terra, vengono anch’essi protetti con una copertura e addirittura riscaldatiquando la temperatura scende sotto i 3 °C, svernando in media tra i 7° e gli 8° C.

La Limonaia dei Giardini con limoni, arance, kumquat, cedri, piante che provengono dall’Asia subtropicale, viene coperta in autunno con pannelli di policarbonato a doppia parete, che mantengono la temperatura di 6° per tutto l’inverno senza gelate e consentono anche, grazie alle aperture, di arieggiarla non appena le temperature salgono sopra i 14° C.

All’interno della Limonaia coperta d’inverno trovano riparo anche gli agrumi nei vasi di terracotta, che d’estate adornano la Terrazza di Sissi e il Giardino all’italiana.

Il Prato Fiorito, essendo rivolto ad ovest, riceve il caldo del sole tardi, quindi, ad ogni singola agave americana viene costruita una “casetta” per l’inverno, mentre, a quelle sotto il muro del castello, non serve la protezione in quanto beneficiano del calore emanato dal muro di porfido quarzifero. Proprio in questo luogo negli ultimi anni è stata inserita una piccola collezione di piante grasse rustiche, resistenti al freddo invernale. 

Ciò che alcune piante grasse temono di più rispetto al freddo è la pioggia, motivo per cui le opunzie sotto il campo di lavanda dei Giardini vengono coperte da una cassetta aperta davanti.

Il Semideserto delle succulente viene racchiuso da due strutture di teli di plastica; le succulente più resistenti al gelo della struttura superiore, provenienti dal Nord America, sono fatte svernare a 5°C con il calore fornito dall’impianto a trucioli, mentre quelle provenienti dal Centro/Sud America e dal Sud Africa a 8°C e vengono ventilate quando le temperature raggiungono i 14°-16°C per fare uscire l’aria umida che favorisce i patogeni.

Sotto il Semideserto delle succulente, inoltre, si trova una siepe grigio-verde di Acca sellowiana, su cui maturano in autunno deliziosi frutti che profumano di ananas e fragole. Anche questa pianta viene protetta da novembre, dato che è originaria del Brasile, in modo da garantire che fiorisca e dia frutti in abbondanza anche l'anno successivo.

Nel Giardino inglese alcune piante sempreverdi mediterranee vengono coperte per precauzione, anche se in altri luoghi più miti del giardino riescono a svernare senza problemi. Tra questi il mirto (Myrtus communis), le siepi di camedrio femmina (Teucrium fruticans) e i corbezzoli potati a sfera, che sebbene possano resistere a un inverno medio meranese, possono subire danni a -6/-10°C.

Mentre nel Palmeto le eleganti camelie autunnali e invernali fioriscono e le oltre 200 palme cinesi non hanno bisogno di alcuna protezione invernale, la palma delle Canarie (Phoenix canariensis) vicino al laghetto delle ninfee e al Caffé delle Palme ha bisogno di un ambiente più caldo, quindi deve essere impacchettata e riscaldata.

Per ulteriori informazioni: www.trauttmansdorff.it.

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