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Sono pronto ad andare ovunque. Purchè sia in avanti. David Livingstone  


Ogni viaggio inizia sempre con un’esplorazione, un volo pindarico, che oggi parte dalla navigazione in Rete.

Internet oggi permette la pianificazione del mio viaggio in ogni dettaglio, dalla prenotazione del mezzo di trasporto, alla ricerca della struttura alberghiera che preferisco, al ristorante, ai musei o ai siti monumentali ed  ai negozi per fare shopping.

L’utente viene convinto da due elementi, nella propria “progettazione a distanza” del viaggio su misura: la comunicazione, anche attraverso le immagini, dei servizi proposti e di ciò che lo aspetta, la sicurezza che le scelte attuate avvengano nella assoluta affidabilità.

L’affidabilità incoraggia il viaggiatore a prenotare ed assicurarsi i servizi che sceglie. 

I servizi alberghieri oggi, unitamente a tutti quegli operatori che orbitano nella sfera turistica, non possono ignorare questo aspetto che si coniuga con il dovuto rigore con la protezione dei dati personali dell’utente, allo scopo di tutelare l’identità di quest’ultimo da errori o spiacevoli inconvenienti rappresentanti a titolo di esempio dal furto d’identità, all’omonimia , all’errore o alla trasmissione di materiale informativo non richiesto, alla perdita dei dati.

Nell’era moderna dove tutto è a portata di click, il miglior modo di presentarsi è far in modo che non solo la tutela dei dati personali, ma anche l’effettività di un gesto quale una prenotazione avvengano nella assoluta sicurezza informatica e legale: le uniche che assicurano la certezza del risultato.

La tecnologia ha a suo presidio numerosi dispositivi per tutelare i dati. Ma essa non basta. Serve un intervento di adeguamento alle norme efficace che trovi perfetta corrispondenza con la realtà.

Del resto in un mercato tanto competitivo quanto vasto, diversificato e dunque insidioso, occorre distinguersi dai concorrenti nella sostanza non solo nella forma. 

E la sostanza di ogni realtà aziendale oggi è costituita dal patrimonio dei dati. 

Oggi i dati sono il vero bene da proteggere, irrinunciabile diventa la protezione del data base dei clienti, attraverso una strategia che premia anche dal punto di vista reputazionale: la risposta è un effettivo adeguamento alle regola in materia di privacy.

Un evoluto modo di trattare i dati dei propri clienti, che oggigiorno spesso provengono da peregrinazioni virtuali nel Web,  è costituito dalla verifica dei dati posseduti e di come si raccolgono e conservano. L’obiettivo è trasformare la privacy da costo a risorsa, a opportunità nuova. Le nuove tecnologie ne sono il viatico, ma la gestione dei dati personali è attività dell’impresa (non a caso definita pericolosa dal nostro ordinamento) che, se ben fatta, porta diversi feedback: un patrimonio dati aziendale sicuro e protetto, un’immagine evoluta di professionalità, un marketing che avviene nel rispetto delle regole. Le wearable technologies quali smartphone, tablet, app, social network, sono la longa manus dei servizi di un turismo che suo malgrado oggi è sempre più inevitabilmente 2.0. Nell’esperienza comune di tutti noi, infatti,  la prima ricerca di un albergo avviene in Rete.  

Ebbene se così è, se le tecnologie che “vestiamo” ci danno le prime risposte, durante la nostra esplorazione virtuale, ogni ricerca richiede, se si conclude con una prenotazione di un servizio, nel pagamento di un piccolo ma importante dazio da parte dell’utente: la raccolta del dato personale. 

Questo è il momento culminante, se il sistema predisposto non è assistito da quelle garanzie legali che la legge prescrive, oltre a tradursi in una condotta illecita, non esente da contestazioni, sino a poter ricondurre una responsabilità civile (o penale a seconda dei casi), a chi sventatamente ha superficialmente trascurato questo aspetto, è un attività che non risulta caratterizzata da quegli imprescindibili requisiti di serietà, rigore che conferiscono affidabilità e fiducia all’utente. 

Il mercato del turismo nostrano, costantemente al confronto con gli altri competitors europei deve raggiungere l’ambizioso di realizzare un’offerta che possa essere presentata  proprio con la massima affidabilità e rigore per l’utente che pertanto si convincerà ad accettarla. E’ dimostrato infatti che il binomio affidabilità sicurezza è alla base di tutte le attività che avvengono a distanza o con l’ausilio delle nuove tecnologie.

Ma c’è di più.

In un’ottica più audace, esiste uno stadio ancora più evoluto ed innovativo di porgere tali servizi a prescindere dalla richiesta, in virtù del quale, grazie a tecnologie come la geolocalizzazione o addirittura la realtà aumentata: esempi in cui non è più l’utente a cercare le informazioni legate ad un luogo, ma sono queste che si propongono a lui a seconda del posto o dell’oggetto al quale si trova di fronte. 

Per questa ragione è importante avere attenzione al trattamento dei dati personali: la privacy è la chiave di volta del turismo 2.0, per la massificazione di informazioni che il fornitore dei servizi ha, per sorte o per vocazione, l’avventura di dover trattare nella ricerca di nuovi clienti e nella fidelizzazione di quelli già acquisiti.

avv. Laura Lecchi

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