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Visto il successo degli appuntamenti di Novembre, tornano in Marzo i Workshop di Tintura Naturale all'Agriturismo La Campana di Montefiore dell'Aso (corso base 2 e 3 Marzo; corso avanzato 16 e 17 Marzo) 

Le migliori occasioni per scoprire il mondo delle Piante Tintorie, soprattutto del Guado, ed imparare a colorare in modo naturale filati e tessuti, con uno dei massimi esperti a livello europeo.


Nei Workshop ci occuperemo delle tecniche di mordenzatura e tintura con le piante più comuni in Europa. Nel corso avanzato, avremo modo di indicare delle tecniche più complesse e modalità di preparazione del materiale a fine decorativo. Per le iscrizioni: 0734939012 oppure info@lacampana.it

Ma come funzionano i colori naturali? Soprattutto, come mai il Guado è una pianta tintoria "difficile"?

Iniziamo con il dire che i colori "non esistono". O meglio, non esistono per la maggior parte degli altri esseri viventi del pianeta. I colori come li conosciamo sono il modo in cui la nostra specie interpreta quella parte di luce che non viene assorbita dagli oggetti. Per esprimerci in modo più semplice: il riflesso della luce sugli oggetti. Questo riflesso arriva ai nostri occhi e viene inviato quindi un segnale al nostro cervello, che a seconda del grado di allenamento è in grado di distinguere più o meno tonalità e sfumature. 

Cosa vuol dire "allenamento"? Vuol dire che gli indigeni della forestra amazzonica sanno distinguere molte più tonalità di verde rispetto ad un europeo e che gli inuit sanno fare lo stesso con le sfumature di bianco. Ma anche che un pittore sa sicuramente nominare più toni di colore rispetto a chi non si occupa di quel settore.

Questo riflesso, questo colore, dipende però anche dalla "forma" di ciò che lo riflette. Dalla geometria delle molecole chimiche delle sostanze che noi chiamiamo "colorate", ossia i pigmenti. E qui possiamo ritornare alle nostre piante tintorie. 

Il colore delle piante vive, come tutti sappiamo, è il verde della clorofilla. Questo pigmento è fondamentale alla vita delle piante, ma non è stabile una volte che la pianta o parte di essa smetta di vivere. Infatti, nelle foglie autunnali la clorofiolla si degrada per lasciar vedere sostanze che già esistevano all'interno della pianta. Si tratta per lo più di carotenoidi, quindi i colori più frequentemente estratti dalle piante sono i gialli, gli ocra, i rossi, mentre più difficili sono da ottenere i colori "freddi" come i viola e blu.

MA in Europa esiste una pianta tradizionale per il blu, l'Isatis Tinctoria detta comunemente Guado. Una pianta da cui, raccolta e lavorata fresca, si può estrarre una sostanza che trattata in un certo modo porta ad ottenere la tinta indaco-blu. Il primo utilizzo testimoniato in Europa fu presso le popolazioni della Germania nell'età del Ferro.

La prima parte della lavorazione porta ad ottenere un fango blu, che una volta essiccato diventa duro come pietra. Il problema successivo per l'uso nel tingere le fibre tessili riguarda l'insolubilità in acqua della molecola. Ma ecco che arriva la "magia" alchemica. Infatti la sostanza ritorna solubile se utilizzata in un bagno riducente, in assenza di ossigeno. E la magia continua: ritornata solubile senza l'ossigeno la molecola cambia la sua geometria e non riflette più il blu ma il giallo.

Il materiale tinto con il Guado sarà giallo nel bagno di tintura ma ritornerà progressivamente blu una volta che catturerà nuovamente l'ossigeno dell'aria. Come riuscissero i Pitti a conoscere questo sistema è ancora un mistero.

Per conoscere ancora curiosità e tecniche legate alle Piante Tintorie, non esitate a contattarci! Siamo a disposizione anche per organizzare semplici dimostrazioni per alunni delle scuole.

 

 

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