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Ogni anno decine di denunce e problemi per chi viaggia: come riconoscere un falso operatore ed evitarlo?


Basta un po’ di attenzione per non cadere nella trappola, partiamo da qualche esempio reale (e recente) E’ utile ogni tanto usare la propria esperienza per condividerla ed usarla perché sia utile agli altri, semplicemente perché meno gente ci casca meglio starà il turismo: parliamo di falsi tour operator o improvvisati accompagnatori in mete o musei. E’ una grave piaga del settore l'esistenza di centinaia (se non migliaia) di operatori che operano fuori dalle regole del mercato spesso rendendo l’esperienza del viaggiatore una vera e propria epopea: è il caso dei falsi tour operator e degli operatori del mercato “parallelo”, ovvero quello senza garanzie (e senza regole) che è meglio non incontrare in viaggio. Il problema è che in un mondo in cui si usa internet per cercare informazioni è spesso facile cascare in posto sponsorizzati o articoli che catturano la nostra attenzione e ci portano a rivolgerci ad un player, magari invogliati dalla scelta di spendere poco. L'errore in cui si casa, sempre, è così spendere poco e spendere male, o addirittura (come è capitato a me) spendere tanto e spendere male. A me è capitato non da viaggiatore ma da consulente (e non sono neppure stato pagato dal sedicente operatore), di certo c’è che ho imparato la lezione e ne approfitto per condividere qualche consiglio.

Come capisco se l’operatore è affidabile?

Se il sito è in Italiano e gestito da Italiani troverete certamente la partita IVA o il codice fiscale scritta in calce al sito. La PIVA serve a garantire chi acquista (o si sottoscrive un contratto, anche telefonico, che nel nostro codice è previsto essere contratto a tuti gli effetti) di potersi rivalere su qualcuno in caso di problemi. Se ad esempio la vostra esperienza fosse stata pessima, l’autista avesse sbagliato strada varie volte facendovi perdere prenotazioni alberghiere o giorni di vacanza potresti chiedere il conto. Ma se vi siete rivolti alla “ammiocuggino vacanze” no, il secondo fattore è che questo tipo di società chiedo al "proprio cugino" di fargli il sito.

Sito poco credibile:

L’altro fattore è appunto un sito poco credibile in cui non compare mai un nome, mai un volto, solo velati riferimenti a bellissimi progetti di condivisione della cultura e valori locali (citati per motivi marketing) ma nessun nome che potete cercare su facebook. Citando esempi (ogni riferimento nel presente articolo a fatti realmente accaduti e volutamente citato) se cercate il nome della mia guida in Giordania troverete decine di suoi post e persone entusiaste della sua preparazione, se provate a fare altrettanto con la mia guida in Marocco non troverete nulla. E se già questi sono dei sintomi potrete continuare le vostre verifiche, nell’epoca dei social se hanno una pagina facebook poco curata, mal gestita, con pochi fan e pochi post probabilmente non usano i mezzi di condivisione come canale principale per condividere la propria esperienza (in questo caso non sono capaci nemmeno di mettere gli spazi tra gli Hshtag)

Mettiamoci la faccia (e il nome):

Chi opera nel settore ama essere riconoscibile, apprezza che i suoi contatti linkedin o facebook conoscano la loro attività e la loro storia, facebook non è una vetrina, racconta chi siamo: chi non esiste (in questo settore) con la propria faccia e il proprio nome spesso lo deve fare perché ha qualcosa da nascondere, altrimenti si godrebbero (come facciamo tutti noi che ci lavoriamo alla luce del giorno) dei commenti entusiastici di clienti ed amici, non c’è miglior pubblicità alla propria professione che ciò che dicono gli altri.

E anche questo un lato del nuovo mondo che si sta strutturando, quello in cui tanto un operatore quanto un cliente non possono più permettersi il lusso di ricattare o imporre regole: se tratti male un tuo cliente in modo insensato questo lo racconterà in Rete creando un danno maggiore della tua soddisfazione di trattarlo male, se un cliente cercherà di ricattare un operatore (come abbiamo visto accadere) minacciando una cattiva recensione in cambio di uno sconto verrà smascherato sui social e non ci farà una bella figura. E’ un tema dibattuto, tanto dagli operatori che spesso si vedono muovere critiche insensate da clienti tignosi quanto dai clienti che spesso usano la recensione per fare danno ma molto meno per dare un contributo. Tra i casi più divertenti dell’ultimo viaggio un turista che si lamentava degli insetti nel cuore della campagna Senese, ci ha molto divertiti. Citando i casi reali sono stato a mangiare nella pizzeria che mi ha trattato malissimo per la consegna, non ci andavo o ordinavo da un anno, era mezza vuota e anche i clienti presenti parlavano scocciati dei camerieri e del servizio, mentre l’ottima Tipografia Alimentare (di cui citiamo spesso la qualità a partire dal servizio) qui in zona ha vinto il Gambero Rosso per il servizio che da subito abbiamo riempito di complimenti e si è sempre dimostrato impeccabile..

Quali rischi si corrono?

Tanti: dalla sorpresa all’arrivo nel paese straniero del blocco da parte della polizia di tali operatori perché operano fuori norma e fuori mercato (con la conseguente fine della propria esperienza pianificata) alla ossibilità di vivere una pessima esperienza che vorrete dimenticare avendo speso un sacco di soldi inutilmente. Cercate operatori affidabili e accreditati, rivolgetevi ai player di mercato noti e diffidate degli amici di vostro cugino, o del cugino di un amico. Un esempio pratico: #discovermorocco Come qualcuno ricorderà avevamo dato l’addio al progetto oltre un anno fa dissociandosi dell’attività messa in campo da Elena e SImona: ciò nonostante prima il sottoscritto si è preso una fila di querele da loro e dal loro “avvocato” perchè avevo scritto che avevno approfittato della mia conuslenza e lavoro per un anno non pagando e chiedendo pure soldi. Ora li ritroviamo tutti insieme in in un nuovo progetto, Colors of morocco, con un sito fatto da loro cugino che cura pure la loro pagina facebook. Come avevo scritto più di un anno fa avremmo tanto voluto che continuassero da sole il loro viaggio, ne approfittiamo per sconsigliare a chiunque di avvalersi di questo “tour operator” e ne approfitto per rammentare che dal primo luglio sono state inasprite le pene per i siti che raggirano i clienti riconoscendo la piena resposnabilità civile e penale di chi opera fuori dalle regole: basta verificare l’intestazione del dominio .it di questo sito per sapere che è intestato a Simona colombo (Tehla più), sarebbe stato meglio per lei, per Elena e per tutti seguire il mio consiglio dello scorso anno, invece di sostenere a noi di non poter veicolare viaggi per poi essersi messe "in proprio" con un anno di know how pronto all'uso (anche se è abbastanza evidente che ben poco hanno capito di come andrebbe gestito un tou operator....

Attenti alle truffe e ai raggiri e viaggiate affidandovi ad operatori reali e sopratutto capaci!

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