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Il mare è luogo di vacanza per eccellenza nel nostro paese, eppure ancora diffusamente sconosciuto appena al di sotto della superficie. 
Con lo staff di biologi marini dei campi WWF i ragazzi hanno l’opportunità (pressoché unica a tuttora in Italia) di fare una vacanza completamente dedicata alla conoscenza e alla scoperta del mare “visto da dentro” 


Alle Cinque Terre, all’Isola d’Elba e all’Oasi di Policoro neicampi WWF i bambini o i ragazzi di ogni età vivono insieme giornate entusiasmanti ai campi WWF di biologia marina, al fianco di professionisti esperti di scienze marine, didattica e interpretazione ambientale. Con pinne maschera e boccaglio ogni giorno si va in acqua ad esplorare sottocosta i fondali e scoprire le meraviglie dei primi metri d'acqua. 

La vacanza si svolge ogni giorno tra momenti di pura vacanza e relax, lunghe nuotate di osservazione e ricerca, chiacchierate biologiche, documentazione fotografica e analisi dei dati raccolti nelle attività in mare...... a volte sarà persino necessario cimentarsi con un po' di analisi chimico-fisiche e con le osservazioni al microscopio. 
Nel corso delle attività di biologia marina si svolgono approfondimenti quotidiani su materiale didattico preparato ad hoc e fotografie "fresche di giornata" che forniscono le conoscenze teoriche utili allo svolgimento delle attività pratiche e a una migliore comprensione della natura marina “a portata di pinna”. 

Alla fine della vacanza e di un’esperienza fantastica di continuo contatto col mare, i ragazzi avranno gli  strumenti interpretativi e la capacità di osservazione per individuare da soli e riconoscere le varie forme di vita marine. I loro habitat preferiti e il loro modo di vivere avranno un po' meno segreti e i ragazzi avranno conosciuto e approfondito dal vivo le misteriose e affascinanti relazioni che legano le diverse specie. 

Un bagaglio di esperienza e conoscenza che ognuno porterà con sé nel resto della sua estate, insieme al suo nuovo sguardo da biologo con cui si accorgerà di contemplare il mare con un’emozione inedita.     

I campi per età e destinazione:

Ragazzi da 7 a 11 anni alle cinque terre

Ragazzi da 11 ai 14 anni all'Isola d'Elba

Ragazzi da 14 a 17 anni a Portofino

Alcuni brevi consigli per una “snorkelata” amica dell’ambiente!

1. Ricordiamoci innanzitutto che lo snorkeling è uno strumento per avvicinarci a un ambiente naturale. E’ fondamentale muoversi ed agire in piena sintonia con le regole del rispetto e della convivenza, per evitare di provocare dei  “fastidi” agli organismi e all’ambiente che andiamo a cercare ed osservare.

2. Lo snorkeling può essere fatto sottocosta e nei primi metri di un fondale sabbioso. Se siamo sottocosta facciamo attenzione a non sbattere contro le rocce se c’è moto ondoso; quindi se le condizioni del mare non lo permettono, è meglio rimandare questa attività a quando la situazione si sarà normalizzata.

3. Valutiamo attentamente le distanze percorse e la nostra resistenza fisica per il rientro al punto di partenza a nuoto (o a piedi se la costa lo consente, ricordandoci però che calziamo le pinne (piuttosto inadatte al camminare fuori dall’acqua, cioè!). Non allontaniamoci troppo a nuoto da soli se non siamo perfettamente certi della nostra acquaticità.    

4. Facciamo attenzione a mantenere la miglior distanza per avere tanto un buon punto di osservazione quanto una posizione di sicurezza, nostra e degli organismi marini.

5. Quando ci muoviamo vicino alla costa, ricordiamoci che abbiamo le pinne, un allungamento del nostro corpo con cui (magari) non abbiamo preso ancora piena confidenza e di cui non conosciamo ancora gli effetti che possono provocare. Il profilo tagliente di una pinna è infatti uno strumento che danneggia e che può creare disturbo; meglio evitare la pinneggiata, che va a sbattere contro fondale o le scogliere..

6. Ricordiamoci che si sono alcune specie di organismi  che, se strappate dal fondale, con una pinneggiata o per prelievo diretto, tendono poi a ri-posizionarsi da un’altra parte. Considerando che nel Mediterraneo ci sono diverse specie invasive che si diffondono proprio anche in questo modo, andando a colonizzare via via dei nuovi ambienti, il nostro comportamento potrebbe, nel suo piccolo, addirittura contribuire a diffondere specie indesiderate.

7. Muoviamo le pinne sotto la superficie dell’acqua per evitare di fare rumore, il rischio è infatti di vedere solo pesci che scappano.

8. Vale sempre il principio per cui non si tocca nulla, non si porta via nulla; tutto ciò che osserviamo va lasciato là dove si trova, così che anche gli altri, dopo di noi, possano osservare quello che abbiamo visto noi. Portiamo con noi fuori dall’acqua solo ricordi e emozioni!

Qualche informazione in più sui campi junior:

Dove si trovano i campi junior:

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