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Tre giorni per il pensiero e il pensare nel cuore della bassa parmense: tra le cantine di Culatello, le piste ciclabili sull'argine del Po, le terre di Giobvannino Guareschi e di Giuseppe Verdi sta per sbocciare il primo Festval del Pensiero Ribelle. Quindici appuntamenti ad ingresso libero, dalle 17 alle 23, nei centri storico di Sissa, Zibello, Roccabianca

 

 

 


“Gli uomini hanno, come gli alberi, il loro lato esposto al vento e, come le montagne, la loro parete Sud. Dobbiamo solo cercare l’accesso ai pendii dei loro vigneti, alle miniere dei loro tesori. Allora daranno l’oro e il vino là dove nessuno se l’aspettava.”. 

Queste parole del filosofo tedesco Ernst Jünger, autore nel 1951 del “Trattato del Ribelle” sono state scelte per presentare la prima edizione del Festival del Pensiero Ribelle che si svolgerà il 9, 10 e 11 giugno a a Sissa, Zibello e Roccabianca (Parma). Sembrano parole alquanto appropriate, se si considera che questo festival di tre giorni si terrà nella Bassa Parmense, in prossimità del fiume Po, su uno spicchio di pianura padana nella quale non è poi così facile trovare occasioni di incontro su temi filosofici. Un po’ come dire che “non di solo Culatello si nutre l’uomo”, anche se, per chi programmasse una visita nei territori del Festival, l’accompagnamento di un’ottima tradizione gastronomica locale potrebbe essere un ulteriore motivo di attrazione.

Le ragioni per visitare il Festival però sono tante: tre giorni caratterizzati da quindici incontri con figure di spicco del panorama della cultura nazionale, che si alterneranno sul palco parlando di temi diversi e presentando, questo è il bello di un Festival dedicato al “pensiero ribelle”, visioni e opinioni non sempre allineate. Tra le tante conferenze interessanti, citiamo la presenza del Lama Ven Aska Rinpoche che parlerà di “Pace come responsabile universale” il 9 giugno a Sissa, quella di Arturo Stalteri di Radio3 che racconterà la “ribellione” in musica, da Bach ai Rolling Stones, commentando ed eseguendo al pianoforte alcuni brani (il 10 giugno a Zibello), e quella del giovane ricercatore Emanuele Leonardi che presenterà il libro, da lui tradotto, di Jason W. Moore “Antropocene o Capitalocene?”. 

Gli altri ospiti non hanno, naturalmente, bisogno di presentazioni: Diego Fusaro, che ha collaborato con il Festival fin dal principio, racconterà cosa significa oggi “pensare altrimenti”. Marco Travaglio parlerà di giornalismo, Massimo Fini del suo essere “modernemente antimoderno”, Emanuele Severino darà la sa versione del tema con la conferenza “Bellum”.

Tutto il programma è visibile sul sito www.festivalpensieroribelle.it.

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