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Nei giorni 5 e 6 gennaio a Comacchio torna la tradizione popolare con il personaggio che meglio di chiunque altro viene riconosciuto come ultimo anello di congiunzione.

 


L'immagine può contenere: 9 persone, persone che sorridono, persone in piedi e spazio all'aperto

 

tra il periodo più bello dell’anno, pieno di feste e di regali e il ritorno al solito tran tran lavorativo di sempre: la befana. Ma non disperiamo, se è vero che l’adagio “Epifania, tutte le feste le porta via”, certifica la veridicità di questo pensiero è altrettanto vero che tutto ciò deve ancora avvenire e per questo potremmo organizzarci per vivere questa esperienza di gioco e spettacolo nel migliore dei modi. 
La proposta è quella di trascorrere queste due giornate di festa a Comacchio, in compagnia dell’associazione di volontariato denominata “Marasue” (semi di girasole in comacchiese). A questi ragazzi è stata affidata la gestione delle due giornate che saranno presentate a cavallo tra tradizione e spettacolo nel centro storico della città.


Nel giorno 5 di gennaio Comacchio riporterà le lancette del tempo indietro di tanti anni, quando ancora i rari momenti di allegria venivano gestiti “all’acqua e sapone” senza l’ausilio di diavolerie elettroniche ed effetti mirabolanti come accade oggi. Allora la befana veniva riconosciuta dall’echeggiare tra gli androni del paese, di tanti chiassosi bambini che semplicemente mettevano a dura prova i timpani degli abitanti recitando la nenia “a Van la Vacie”, vero e proprio tormentone della giornata ripetuto da orde di sbarbati armati di bidone di latta e verga di legno utilizzati per produrre un grande frastuono.
Nessuna richiesta di caramelle, come si usa fare oggi, nel periodo di Natale o per l’osannato Halloween che a Comacchio vede un grande impegno di mezzi e spettacoli certificando la kermesse festaiola tra le più importanti d’Italia. Dicevamo, nessuna richiesta di “pizzo goliardico” semplicemente rumore, tanto rumore. Questo strano atteggiamento che per il “non” abitanti del luogo potrebbe sembrare una pratica al limite dell’assurdo porta il nome di TAMPLA’. Singolare sarà veder questi bambini vestiti “da tradizione” di pochi stracci, scorrazzare nel centro storico per riprodurre suoni e sequenze di un tempo ormai lontano.
Poi sarà festa della befana, nel canonico 6 gennaio sarà la vecchia, brutta e terrorizzante attempata signora che di notte avrà il compito di portare, a seconda del caso, dolci o carbone a tutti i bambini svolazzando qua e là tra le parabole satellitare della città in groppa alla tecnologica scopa che si muove con la propulsione della fantasia.

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Ai piedi del Trepponti, versante Coop, (chi conosce il luogo apprezzerà il distinguo), si presenterà lo spettacolo di fuoco (anidride carbonica e monossido di carbonio) e fuochi (pirotecnici). Dapprima una enorme befana arderà al centro del canale, intorno alle ore 18,00, come segno di saluto per il termine delle festività, dall’altro tanti disegni di fuoco si libreranno nell’aria portando l’attenzione dei presenti verso …l’infinito e oltre…
Che fare dunque. Annotatevi Comacchio, per festeggiare insieme a tante persone “la Vacie”, vi saranno tanti elementi in più per ricordare queste prime giornate del 2017.
Poi a Comacchio sarà tempo di Carnevale (19 e 26 febbraio), ma questa …..è un’altra storia.  Nessun testo alternativo automatico disponibile.

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