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Altopiano di Macereto quota 1000 mt, Parco Nazionale dei Monti Sibillini: qui vive e lavora Marco, dell'Azienda Agricola Scolastici, un ragazzo sulla trentina che nonostante il recente terremoto abbia reso parzialmente inagibile i locali della sua azienda agricola, è riuscito a continuare a lavorare e a non perdere mai il sorriso!


Un sorriso che dimostra la tenacia di questo imprenditore che si è trovato non solo faccia a faccia con il terremoto, ma anche con il freddo di queste altitudini, che dimostra tutto l’amore che ha per questo luogo, per il proprio mestiere e per gli animali che lo “aiutano” in questo, insieme al prezioso supporto di persone venute anche dall’estero per dargli una mano.

Ci racconta che la sua famiglia è qui, sull’altopiano di Macereto da cinque generazioni. Originaria della frazione di Cupi si è poi spostata seguendo i pascoli sulla via della transumanza negli anni 50 ed ha poi deciso di stabilirsi a Tarquinia a causa della durezza della vita di montagna, trovando anche più a valle delle condizioni ottimali per la produzione e lavorazione del latte di pecora, ancora oggi core business dell’azienda.

Nel 1995, invece, è stato riaperto il caseificio sull’altopiano marchigiano e da allora Marco non ha avuto dubbi: la passione per quei luoghi così amati da bambino lo hanno riportato qui, tra i Monti Sibillini dove ha deciso di trasferirsi e creare un prodotto di filiera corta totalmente biologico.

“Quando ha fatto la seconda scossa più forte a fine ottobre, io ero qui, al telefono con la Prefettura discutendo di piani logistici per aiutare contadini e allevatori di zona, tutta gente anziana sopra i 60 anni che aveva bisogno di aiuto e io ho cercato di fare da tramite dando il mio contributo. L’inverno cominciava a farsi sentire in maniera aggressiva ed avevamo bisogno di ricoveri e foraggio per il bestiame. Ho fatto una raccolta firme di tutti gli allevatori per farci autorizzare strutture in legno pagate a nostre spese e più idonee dei tendoni che ci hanno proposto”

Parte della casa di Marco è, infatti, ancora inagibile e per fortuna alcuni amici di Milano lo hanno messo in contatto con un’associazione olandese che gli ha fornito in prestito addirittura una yurta, una tenda mongola dove l’inverno si è sentito un po’ meno pungente.

Dopo averci raccontato la sua storia, il suo passato, passiamo a parlare del presente e del futuro. Attualmente Marco produce il Cacio Sopravvissano fatto con il latte di pecora biologico e caglio naturale dei loro allevamenti che pascolano proprio qui sull’ altopiano. Un prodotto certificato ed esclusivo declinato in più varietà: “affinato in grotta”, barricato in vinacce di merlot biologico, stagionato nel fieno oppure lavorato a crudo (quest’ultimo presidio Slow Food), poi c’è la ricotta salata (caratteristica delle zona), e la ricotta fresca.

Questa splendida realtà è un vero fiore all’occhiello per il territorio: l’azienda è condotta con metodo di agricoltura biologica dal 2001, conforme e certificata da ICEA (Istituto Certificazione Etica e Ambientale) in base ai requisiti dei regolamenti CE 834/07 e CE 889/08 per le produzioni vegetali, zootecniche e per la trasformazione, tutto nel pieno rispetto delle antiche tradizioni che gli sono state tramandate.

Ci racconta, infine, che dopo il terremoto la produzione è drasticamente calata, almeno del 50%, ma ora, grazie alla solidarietà di tante persone, con la vendita diretta o dei gruppi d’acquisto, hanno ripreso subito il ritmo.

“Ora il peggio è passato ed i progetti per il futuro sono negli antichi sapori da riscoprire con la prossima produzione, la stagionatura e alcune novità che stiamo studiando, come prodotti ricavati dal latte d’asino”.

Sulla collina di fronte, a meno di un chilometro, ci dice, infine, Marco, c’è anche lo splendido Santuario di Macereto, costruito nel Cinquecento proprio in prossimità della via Lauretana che dal Regno di Napoli andava a Loreto, facendone tappa obbligata per i pellegrini. Inoltre questi luoghi sono sempre stati rotta di transumanza verso la Maremma, per questo c'era uno dei mercati del bestiame più grossi di tutti Italia in quel tempo: tutto il porticato del cortile del Santuario era, infatti, adibito alle postazioni dei Mercanti. Una delle produzioni più importanti qui, ci dice Marco, era quella della lana perché la pastorizia era una delle attività più praticate in zona.

Salutiamo, quindi, Marco, dopo una giornata intensa di emozioni, con quei paesaggi unici impressi nei nostri occhi, così come il suo sorriso e il sapore inconfondibile del Cacio Sopravvissano acquistabile online da tutta Italia semplicemente scrivendo una mail all'indirizzo dell'Azienda Agricola Scolastici: [email protected] o presso il punto vendita di Tarquinia (Viterbo):Strada Vicinale del Melledra • Loc. Farnesiana • 01016 Tarquinia (VT) • Cell. 333 8967614  

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