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Mi ha colpito il fatto che dietro i più importanti progetti che ho visto ci fosse prima degli altri una donna a decidere e cogliere la sfida: con una marcia in più e tante buone idee stanno portando avanti turismo e preservando il territorio.


Lo sapevate che il primo Parco Avventura d’Italia è nato a La Thuile? Noi, dopo una bellissima scarpinata alla scoperta delle cascate del Rutor siamo stati a vederlo e provarlo, e la prima cosa che mi ha incuriosito è la sua storia.

Ovviamente si può pensare che sia un campo come i mille altri, invece questo è non solo il primo esperimento che ha aperto il mercato ad un turismo rispettoso e green, ma è anche la piattaforma sperimentale dove vengono testate, messe in opera e analizzate quelle nuove idee che poi troverete disseminate nelle migliaia di parchi avventura che incontrerete durante i vostri viaggi. Ha fatto scuola ed è diventata la piattaforma sperimentale di nuove idee e nuove soluzioni.

Parco Avventura Mont Blanc: Carrucola Sull'Orrido 

Era una sfida, quello di aprirlo e gestirlo, personale e con il territorio, ma non solo glielo si legge negli occhi cha ha vinto, sta già progettando di aggiungere al ristorante anche le case sugli alberi per ospitare viaggiatori in una location molto singolare e spettacolare.

E così oltre a tutte le classiche attrazioni come ponti tibetani e passaggi in corda da un albero all'altro qui si trovano due chicche veramente uniche: la prima è la piattaforma sul Rutor, che permette di camminare ad oltre 188 metri di altezza  vedere la valle e il fiume sottostante, ma si può anche decidere di attraversare in corda l’intera vallata e passare sul costone opposto appesi ad un cavo. Una vista mozzafiato e spettacolare, unita all’adrenalina del lancio della piattaforma

E’ di questi giorni la notizia dei lanci anche in notturna, ancora più belli ed emozionanti, attività che di sicure proveremo la prossima volta che andiamo a trovarli.

La stessa passione per il proprio territorio, per la propria valle e la propria attività l’abbiamo già raccontata incontrando Valeria nel precedente articolo, quando ci ha raccontato dello SkyWay e della quantità di attività che si svolgono all’interno: sua l’idea di portare un pianoforte in quota e renderlo disponibile ai turisti per suonare ed emozionare chi passa. 

La stessa passione e piacere nel raccontare il territorio che abbiamo ritrovato al Piccolo San Bernardo quando siamo stati accompagnati a scoprire un'infinita serie di dettagli e di storie di quel territorio riportandoci al passato e facendoci vivere e sognare tutto ciò che ci raccontava.  Micol Murachelli è stata una guida splendida e sempre sorridente e ci ha portai dentro al passato facendoci vivere emozioni e sensazioni come se fossimi li. 

Il momento più bello è stato quello al monumento dei 4 venti, l’ufficio più bello del mondo in alta quota: a causa della sua esposizione e dei forti venti era impossibile sedersi sempre nello stesso punto, così è stato costruito con 4 accessi posizionati come la rosa dei venti permettendo all'ospite di decidere, volta per volta, quale punto utilizzare per non essere infastidito dal vento ma mantenendo sempre una vista mozzafiato sulla valle. Ecco, il mio ufficio ideale.

Ed è così che arriviamo in fondo a questa bellissima avventura, che termina al Ristorante le Riondet dove veniamo accolti in un bellissimo clima amichevole e famigliare e dove proviamo i sapori e i profumi di questa terra con il pranzo più buono e allegro del viaggio. Qui la gestione dell’ospite è affidata alla figlia del proprietario, Maria Elena, sorridente e gentile come una principessa ma, mi dicono dalla regia, sportiva tosta e abile scalatrice nel tempo libero innamorata della sua terra e del suo cibo.

Ne approfitto anche per fare un grande in bocca al lupo a Maria Elena alla loro partecipazione a 4 ristoranti di Borghese, di certo hanno le carte in regola per vincere e ringraziare sia lo splendido team di donne di Halo Comunicazione che ha curato nei minimi dettagli l'evento, Monica Berger del Consorzio Operatori Turistici di La Thuile per le mille attenzioni e la professionalità, sia le donne e gli uomini del team che ha viaggiato con me, a partira da SIlvana e dalla sua bellissima espressione, mi scappa di correre, che ancora mi fa sorridere al pensiero di vederla davvero correre come uno stambecco. E Diana, La Globetrotter, entrata nel team di PiuTurismo, non me ne abbiate ragazzi ma questo articolo e tutto dedicato a loro!

Entusiasmanti le donne di La Thuile, ci si innamora facilmente del loro modo di vedere la vita e il bisogno di correre tra le montagne sia a piedi che in bicicletta o con gli scii, la necessità di una scarica di adrenalina che può arrivare tanto da quello quanto da un tramonto visto in silenzio, da soli, sopra le palafitte del proprio campo avventura.

La mappa di La Thuile

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