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Pieve Santo Stefano è un piccolo borgo in Toscana quasi al confine tra Marche, Umbria e Romagna che sotto il cartello toponomastico ha un grande cartello giallo che indica: “CITTA’ DEL DIARIO”.
Andateci, vivrete una esperienza unica!


Pieve Santo Stefano nell’estate del 1944 fu minato e raso al suolo dai tedeschi. Il paese quindi non ha più una storia architettonica perché è stato completamente ricostruito.
Memore della perdita totale della propria identità causata dalla guerra, nel 1984 il Comune di Pieve Santo Stefano decide di istituire una Casa della Memoria nella quale raccogliere le storie di vita dei propri cittadini. Un giornalista, Saverio Tutino, propone di estendere la possibilità di inviare i propri scritti a tutta l’Italia. Inaspettatamente giungono a Pieve migliaia di Diari e nasce così l’archivio dei Diari di Pieve Santo Stefano, famoso in tutto il mondo e luogo simbolo della memoria collettiva.
Come amano sottolineare le guide che accompagnano i visitatori nelle sale del Piccolo museo, a Pieve Santo Stefano ci sono più diari, epistolari e memorie autobiografiche che abitanti!
Come amano sottolineare nell'Archivio, a Pieve Santo Stefano ci sono più diari, epistolari e memorie autobiografiche che abitanti!

Nel 2001 con la collaborazione di Nanni Moretti le memorie e i diari dell’Archivio di Pieve hanno dato origine all’iniziativa “I diari della Sacher”: sette registi hanno realizzato sette film-documentari tratti dai diari e i film, presentati a Venezia, hanno riscosso grande successo di pubblico e di critica.

Se avete scritto un diario, se avete trovato un diario della vostra famiglia o una raccolta di lettere, potete mandarle a Pieve dove saranno custodite e diventeranno patrimonio documentario dei Beni Culturali dello Stato.

A metà del mese di settembre (15, 16 e 17 settembre 2017), come avviene da molti anni, si potrà assistere gratuitamente al “Premio Pieve” e avere la possibilità di incontrare scrittori, registi e attori che a Pieve si recano regolarmente per trovare idee per i loro libri, sceneggiature o film.
Tutte le info sul premio le trovate sul sito ufficiale.

Curiosità dalla “Città dei Diari”

A Pieve Santo Stefano si incontrano storie, si vive in mezzo alle storie che qui sono conservate a migliaia e la sensazione strana che si prova leggendo un diario scritto magari cinquant’anni fa è di grande empatia con chi l’ha scritto. Ci si immerge nella lettura di storie di vita comuni ma vere ricche di valori e principi che spesso sembrano perduti.

Prendetevi un po’ di tempo per approfondire gli incontri, fatevi raccontare le storie dei diari che sono stati premiati nel corso degli anni. Ve ne raccontiamo una per incuriosirvi, le altre lasciamo che ve le raccontino i custodi dei diari.

Entrando troverete una teca che contiene un lenzuolo. Parecchi anni fa una contadina mantovana, rimasta vedova, non sapendo cosa fare nelle lunghe sere invernali, decise di occupare il tempo scrivendo la storia del suo matrimonio. Poiché riteneva che le lenzuola matrimoniali ormai non le sarebbero più servite, decise di ricamare il suo diario su un lenzuolo e intitolarlo in dialetto: “gnanca na busia” (“neanche una bugia”).

Quando l’ebbe terminato andò a mostrarlo all’assessore del paese. L’assessore, che conosceva la raccolta dei diari di Pieve, si attivò per consegnare il diario, senza anticipare dettagli ai responsabili della Raccolta. Quando venne aperta la valigia che conteneva il diario, immaginatevi la sorpresa di tutti i presenti! Il lenzuolo ricamato vinse il premio di quell’anno ed è diventato l’emblema dell’archivio. Questa è solo una delle tante storie che troverete a Pieve. Un suggerimento: non dimenticate di farvi raccontare la storia del “diario proibito”, il diario che aveva vinto il premio ma non poteva essere ritirato!  

Piccolo museo del diario 

Inaugurato nel dicembre 2013. Il Piccolo museo del diario è un intenso percorso multisensoriale e interattivo nato per raccontare l’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano e le preziose testimonianze autobiografiche che esso conserva. Un percorso museale che accoglie il visitatore in maniera coinvolgente e innovativa e lo conduce per mano attraverso le scritture di persone comuni che hanno raccontato la storia d’Italia da un punto di vista assolutamente inedito. Memorie private che da storie singole e personali sono diventate storie collettive e universali, affiancandosi così alla Storia con la S maiuscola e intrecciandosi ad essa a tal punto da far parlare di “storia scritta dal basso”. La storia di un Paese che qui ritrova la sua identità più pura, quotidiana, schietta e onesta. Storie, memorie, lettere e diari che cancellano i filtri della retorica e fanno comprendere il mondo dove viviamo, il nostro Paese, la nostra società.

Indicazioni utili in zona

Il concetto è che siamo in una zona della Toscana poco conosciuta, un po’ fuori dai soliti circuiti noti.

Ecco alcune “chicche”:

  • Essendo in zona merita una visita la cappella di Santa Maria di Momentana a Monterchi
  • Sempre in zona trovate il museo Burri, allestito nell’ex seccatoio tabacchi di Città di Castello con le sue grandi opere realizzate con materiali singolari, visitato da turisti tutto il mondo. Info Fondazione Burri. 

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