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Il 28 e 29 maggio 2016: due giornate all'insegna dello sport, del divertimento e dell'avventura con l'unico scopo di raccogliere fondi per Dynamo Camp e regalare un sorriso a tanti bambini speciali e alle loro famiglie che affrontano quotidianamente la grande sfida di combattere contro malattie gravi e croniche. 


Oggni anno seguiamo questo progetto e lo sosteniamo e quando ci è arrivata la mail del nostro amico Roberto Peia che ci raccontava del progetto e diceva che avrebbe pedalato per questa causa non potevano non farci raccontare di più e aiutare a diffondere questo evento. Roberto Peia è giornalista e scrittore, ha lavorato praticamente su tutti i media e ha avuto esperienze nel mondo sindacale, ambientalista e della tutela dei consumatori.La grande passione per la bici lo ha spinto prima a fondare a Milano UBM, Urban Bike Messengers, la prima compagnia di corrieri in bicicletta, e successivamente Upcycle, il primo bike cafè d’Italia di cui è attualmente presidente.

Dynamo Camp è il primo camp di Terapia Ricreativa in Italia, appositamente strutturato per ospitare gratuitamente bambini e ragazzi affetti da patologie gravi e croniche, dai 6 ai 17 anni, in terapia e nel periodo di post ospedalizzazione. Si tratta principalmente di bambini affetti da patologie oncoematologiche, neurologiche e diabete. Dynamo Camp offre a questi bambini l'opportunità di tornare ad essere "semplicemente bambini" trascorrendo una settimana di divertimento in un ambiente sicuro e protetto. 
Tutti gli ospiti sono accolti in modo gratuito. 

Dynamo Camp è situato a Limestre in provincia di Pistoia, in un'oasi affiliata WWF - Oasi Dynamo - e fa parte dell'Associazione SeriousFun Children's Network rete di camp fondati nel 1988 da Paul Newman.

Cosa ti ha spinto a partecipare al Dynamo Camp Bike Challenge?

Ho un figlio pediatra che lavora all'ospedale San Gerardo di Monza.
Da lui ho saputo per la prima volta dell'esistenza di  Dynamo Camp e del progetto di Terapia Ricreativa, primo in Italia, appositamente strutturato per ospitare gratuitamente per periodi di vacanza e svago bambini e ragazzi malati, in terapia o nel periodo di post ospedalizzazione. 
Ma soprattutto da lui sono venuto a conoscenza delle tante situazioni difficili e dolorose che molti bambini vivono ogni giorno, insieme ai loro genitori che devono portare sulle spalle il peso e le conseguenze di malattie gravi, che non sempre lasciano qualche speranza: va ricordato che si tratta principalmente di bambini affetti da patologie oncoematologiche, neurologiche, leucemie e diabete.   

Mi piace pensare che Dynamo Camp offre a questi bambini l'opportunità di tornare ad essere "semplicemente bambini" trascorrendo un periodo di divertimento in un ambiente sicuro e protetto: dare una mano a raccogliere fondi per questo progetto mi è sembrato cosa buona e giusta.  

Puoi spiegare meglio al pubblico di Piuturismo  come funziona? Cosa dovrai fare?

Per contribuire alla raccolta fondi ci si può iscrivere a due giorni di pedalata che si effettuano - per 165 km con 3523 metri di dislivello- in provincia di Pistoia, in un'oasi affiliata WWF,  sia come singoli individui che come squadra ( io lo faccio con la mia, la Fulgenzio Tacconi); poi ci si pone un obiettivo da raggiungere (nel mio caso 3.000 euro)  e infine si chiede a parenti, amici, colleghi, conoscenti di "co-finanziare" il progetto, facendo delle donazioni on line. 
 
Dunque chi volesse fare un’offerta deve solo andare a questo link e donare quello che vuole…?

 Sì, ognuno è libero di donare quello che vuole, sono sufficienti anche pochi euro: bastano un paio di click  e la donazione viene velocemente effettuata in modo sicuro e certificato

Pedalare dunque non solo fa del bene a chi è in sella, ma è anche un modo per aiutare gli altri.. 

Che pedalare faccia bene alla salute è cosa nota. Ora sono molte le iniziative benefiche che , attraverso la bici, fanno bene a chi buona salute non ha. 
 In questi anni ho conosciuto molti ciclisti, amatori e non, che si impegnano affinchè il loro "sudore" abbia un significato anche per altri, meno fortunati. 
Io ho avuto la fortuna di avere tre figli tutti sani, che stanno bene e che possono pedalare insieme a me. 
Mi piace pensare che, oltre a del denaro, posso donare un po' di vicinanza a questi bambini e ai loro genitori: è di affetto e solidarietà che hanno - anche - bisogno.

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