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Abbiamo avuto il piacere di incontrare Christiana Ruggeri che ha scritto il libro "Dall'inferno si ritorna"

 


Nel nostro giro al Salone del Libro di Torino allo stand di cabbiamo avuto il piacere di conoscere e chiacchierare con due autrici.

La prima che vi raccontiamo è Christiana Ruggeri, giornalista degli esteri del Tg2, gira il mondo per lavoro e per passione. Inviata soprattutto nei Paesi africani, scrive e si occupa della situazione minorile  e femminile nei paesi a sud del mondo. Laureata in italianistica, appassionata di fotografia, natura e antropologia, considera il viaggio elemento essenziale della conoscenza. È un’attivista per i diritti degli animali.

Un uragano di simpatia, freschezza e voglia di fare. Un vortice di entusiasmo passione e amore per quello che fa e per il mondo che la circonda. Una di quelle persone che non smetteresti mai di ascoltare, che passa dai racconti di sua figlia, alla storia del suo libro, agli aneddoti di vita come se ci conoscessimo da una vita.  E una di quelle persone che con il suo entusiamo ti coinvolge. 

Una di quelle donne che ha deciso di scrivere per sensibilizzare su un argomento ben preciso e che spera nel suo piccolo di fare qualcosa di buono per questo mondo. Viaggiare apre la mente e fa cambiare il proprio punto di vista. E' la stessa Christiana a citare questa frase per farci capire come ha deciso di scrivere questa storia vera.

Una giornalista che dopo aver viaggiato per il mondo ha un incontro casuale (ma sappiamo bene che il caso non esiste e lei stessa ce lo conferma) con Bibi e da li inizia la loro bellissima amicizia e la nascita di questo libro "Dall'inferno si ritorna".

Il 7 aprile del 1994 in Ruanda comincia uno dei massacri più atroci della storia: il genocidio perpetrato dagli Hutu contro i Tutsi e gli Hutu moderati. L’ultimo genocidio del XX secolo. In 101 giorni vengono assassinate 1 milione di persone, c’è un omicidio ogni 10 secondi, le violenze sono inenarrabili. 

Il 13 aprile 1994 un gruppo armato Hutu entra in casa di Bibi, a Kigali. Quando, molte ore dopo, Bibi si sveglia, non ricorda cosa è successo: ha solo il desiderio di bere succo di ananas e avverte un odore pungente nella stanza. Ha il braccio destro dilaniato, l’addome perforato dai proiettili, lesioni alla nuca e a un orecchio causate da calci. Sparsi nella stanza i cadaveri della mamma, del fratellino, della zia e dei cuginetti. 

Bibi in quell’aprile del 1994 ha solo 5 anni. Questa è la storia vera di una bambina che, sola, circondata unicamente da morte e desolazione, ma anche inaspettati gesti di coraggio e solidarietà, attraversa il Ruanda fino allo Zaire. 

Un viaggio che viene intrapreso da 1 milione e 200.000 profughi come Bibi. L’istinto di sopravvivenza la porta a iniziare un viaggio in cui impara che per salvarsi è necessario rispettare poche ma indispensabili regole: mentire, rinnegare la propria etnia, imparare a memoria le cose da dire, camminare sempre dritti, verso Goma, non parlare con i militari e ragionare, sempre: se rifletti, la soluzione arriva.

Nel suo viaggio infernale Bibi incontra anche uomini e donne che sanno aiutarla, da Mama Lucy a Suor Celeste, passando per le premurose cure di Joseph, Gerard e Astrelle. Ogni volta s’illude di aver trovato la salvezza e ogni volta è costretta a ricominciare, senza sapere cosa e chi incontrerà domani. 

Bibi infatti è una bambina di 5 anni scattapa dal genocidio del Ruada, ha affrontato la paura da sola. Mamma, fratellino e cuginetti sono stati uccisi e quando la sua fuga inizia ha un braccio dilaniato, lesioni in tutto il corpo e anche proiettili nell'addome. I medici la salveranno, e grazie a loro che le rifaranno un futuro oggi sogna di fare lo stesso lavoro.

Oggi Bibi vive in Italia, ed è una giovane studentessa di medicina all’Università La Sapienza di Roma e grazie all'incontro con Christiana Ruggeri la sua storia ha avuto una voce. Christiana come Bibi ci insegnano che il segreto della vita è essere tenaci. Ci si fa male, si soffre? Ti rialzi e vai avanti. Mai mollare. Christiana e Bibi ce lo dimostrano ampiamente in questo racconto.

Ci sono incontri che cambiamo le nostre vite e quello tra Bibi e Christiana è uno di questi, tantissimi sono i  ricoscimenti che il suo libro sta avendo. Sia dalla stampa che sopratutto per Christiana sono preziosi i ringraziamenti che ha avuto dalle bambine conosciute in Ruanda e dalle lacrime di Bibi che le sono scese appena ha finito di leggere il suo libro. Segno che aveva colpito nel cuore e aveva espresso esattamente la situazione e i sentimenti di Bibi.

E' un libro forte, che scuoterà le vostre anime e vi farà dire " e adesso cosa faccio? ", "cosa posso fare io ?". Il dolore raccontato da un bambino è un dolore universale e serve raccontarlo per aiutari gli altri, far conoscere il problema e sensibilizzare sull'argomento.

Questo libro vuole essere un omaggio ai bambini, alle esperienze vissute che fanno parte della nostra vita e che non vanno dimenticate ma se raccontate possono essere d'insegnamento agli altri e possono nel nostro piccolo fare qualcosa per rendere questo mondo migliore.

Questo è un libro che fa anche del bene, la metà del ricavato dalla vendita del libro sarà devoluto dall'autrice a “Progetto Rwanda” Onlus, per la realizzazione di una mensa nella scuola materna, all'interno della Casa della Pace e della Riconciliazione di Kigali.

Ora non vi resta che comprarlo e leggerlo! E se vi va diteci il vostro parere!

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