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Storytelling e cene in famiglia per valorizzare borghi e castelli

 


Si è conclusa con successo la decima edizione di Un paese e cento storie, il progetto nato per valorizzare i piccoli borghi e castelli delle Marche attraverso un format tra social eating e turismo di comunità, attivato da una rete di istituzioni, imprese, associazioni e cittadini, coordinati da professionisti del turismo e della cultura.

Sostenibile per natura, solidale per vocazione, goloso per passione e ancestrale abilità, Un paese e cento storie è incentrato sulle “cene in famiglia”: numerose famiglie delle località aderenti al progetto aprono casa per accogliere a cena amici sconosciuti, e scambiare intorno alla tavola storie e parole. Le ricette della tradizione diventano così l’occasione per assaporare la più autentica cultura dell’ospitalità italiana e per incontrare, seduti in cucina o nel tinello marròn, il genius loci di tanti piccoli paesi, animati dalla condivisione della memoria collettiva.

Intorno alle “cene in famiglia” si è sviluppato negli anni un vero e proprio microsistema dell’accoglienza, fondato su valori di sostenibilità ambientale, economica e sociale. Nei minitour di Un paese e cento storie l’accoglienza in famiglia è declinata come inedita esperienza di viaggio: gli ospiti, che soggiornano in B&B selezionati, sono condotti in un percorso di scoperta del territorio al quale prendono parte gli stessi cittadini, chiamati a svelarne aspetti poco noti e tesori nascosti nelle passeggiate raccontate. Non mancano naturalmente le soste golose: sin dalla nascita, infatti, cuore del progetto sono sapori e prodotti “a metro zero”, protagonisti di degustazioni e assaggi.

Una quindicina i paesi della provincia di Pesaro e Urbino coinvolti nello scorso fine settimana: da ricordare almeno Montefabbri, uno dei “Borghi più belli d’Italia”, Monteciccardo, “il paese dei caccianasi”, Novilara, dove le tagliatelle si sposano alle vicende degli Sforza nel ricordo di Lucrezia Borgia, Belvedere Fogliense di Tavullia con le sue storie di antiche cortigiane e Sant’Angelo in Lizzola, il castello dei Mamiani e dei Perticari.

Il format, ideato da Cristina Ortolani nel 2005, in questa decima edizione del progetto è stato al centro di una conversazione sulle forme di turismo sostenibile, alla quale hanno preso parte tra gli altri Francesco Marmo dell’Associazione Italiana Turismo Responsabile e Tonino Pencarelli dell’Università degli Studi di Urbino, autore di numerose pubblicazioni sull’argomento. A festeggiare la Dirce, ideale mascotte dell’iniziativa, nella quale sono raffigurate le cuoche (e idealmente anche i sempre più numerosi cuochi) delle cene in famiglia è intervenuto anche Vito, il comico-gourmet bolognese, che ha raccontato a un pubblico attento e numeroso la sua passione per la cucina. Gran finale domenica 9 a Belvedere Fogliense di Tavullia, dove il progetto è nato, con musica e torta gigante offerta a tutto il paese.

 

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