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Nella piana tra Riva del Garda e Arco si innalza il dosso di San Bartolomeo. Qui si trova il ristorante “La Berlera”, un luogo singolare, testimone di una storia iniziata già nell’età del bronzo. Nel 1925 vennero infatti ritrovati numerosi reperti risalenti al 1800-1600 a.C.: vasi, manici, punte di lancia, ossa e corna lavorate, oggi conservati nel Museo comunale, che fanno pensare che il colle fosse sede di un castelliere protostorico.
Intorno al dosso si insediarono anche i romani che iniziarono l’attività di estrazione dell’arenaria, lavoro continuato per secoli, con cui vennero realizzati edifici ed opere artistiche di pregio.

Il Medioevo porta notizie di un “castrum ceule quod est inter arcum et ripam”, di un castello cioè che si trovava a Ceole, fra Arco e Riva.
Una pergamena del 1482 menziona una chiesa in “territorio Ripae, super dorso Sancti Bartolomei”. Sul dosso vi era in effetti una chiesa dedicata al santo apostolo e martire nei cui pressi venivano trattenuti in quarantena coloro che provenivano da luoghi appestati o che avevano avuto contatti con persone infette. Nel 1703, al momento dell’invasione delle truppe francesi comandate dal generale Vendôme, la chiesa era ancora intatta, come appare raffigurata nel famoso quadro, conservato al castello del Buon Consiglio di Trento, che illustra la partenza dei francesi dal Basso Sarca. I lavori di costruzione delle fortificazioni austriache, durante la prima guerra mondiale, portarono purtroppo alla sua distruzione. Le trincee e le merlature del periodo bellico sono ancora ben visibili lungo tutto il perimetro del dosso.

Per quanto riguarda l’edificio adeso al colle, che al piano terreno ospita il ristorante, se ne rinviene traccia già in documenti notarili del 1700. Il dosso era interessato da molto tempo dall’escavazione della pietra e il fabbricato ingloba nella sua struttura i resti delle antiche cave.
L’edificio e il dosso di San Bartolomeo costituiscono un unicum inimitabile, in cui uomo e natura sembrano trovare una serena convivenza e una reciproca protezione. La famiglia Bonora acquisì e restaurò lo stabile portandolo allo stato attuale e vi aprì il ristorante “La Berlera”. Inaugurato nel 1972, ha conservato il nome con cui da tempo immemorabile viene identificata tutta la proprietà. Esso deriva dalla presenza di numerosi alberi di Celtis Australis, della famiglia delle Ulmacee, localmente chiamata berlera per le drupe, simili a tante perle, che la pianta produce. Il ristorante si sviluppa in suggestive stanze, vestigia delle antiche cave, in cui i segni lasciati dagli scalpellini testimoniano secoli di lavoro e di atavici passaggi.

Dall’ampia corte esterna, all’ombra delle berlere, lo sguardo si perde nel verde dei vigneti e degli ulivi, fino a raggiungere il blu del lago di Garda.
La nuova gestione a cura dello Chef ANDREA con LIZET si prefigge di valorizzare le peculiarità alimentari tipiche della zona, aggiungendo alla splendida cornice visiva la dimensione del gusto.

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