+Turismo

Punteggio Protocollo Green PiuTurismo: 2/8


Informazioni

Quando si arriva a Montebenichi, piccolo borgo antico in provincia di Arezzo, all'ombra del castello del capitan Goro, glorioso condottiero di ventura al servizio dei Medici, ci si trova in faccia un pergolato: sotto, pochi tavolini in ferro battuto che guardano l'Alta Val dAmbra, nel cuore del Chianti. Si tratta dell'Osteria L'Orciaia, inaugurata il 1 maggio 2000, gestita da Gino Biagi col figlio Simone e la nuora Eva. L'osteria in quella che fu una cantina - era un edificio mediceo poi granaio e infine un'orciaia, da cui il nome. L'ambiente è semplice ma accogliente. Vicino alla porta della cucina, fa bella mostra di sé la bandiera della contrada senese dell'Istrice: Gino e Simone sono originari di Siena e il loro legame con la città toscana trapela sotto ogni aspetto.

I fagioli del Purgatorio

Il piatto più richiesto è la bruschetta dice Gino, ma poi continua menzionando altri piatti eccezionali, come la Ribollita (che è solo senese e fiorentina, ci avverte), lo Stracotto al Chianti Classico, il Pecorino col miele, i Fagioli del purgatorio al fiasco (attenzione, una squisita rarità, si sciolgono in bocca!), le salsicce e i filetti di cinta senese (maialino della zona, raffigurato da Ambrogio Lorenzetti nel dipinto Effetti del buon Governo all'interno del Palazzo Comunale di Siena), la Panzanella all'Orciaia (la ricetta comune prevede pane raffermo, cipolla, basilico, olio, aceto e sale, ma qui si aggiungono ingredienti sapientemente tenuti segreti da Gino).

Il tutto accompagnato da Chianti Classico di San Gusmé, giovane, fresco, non da meditazione. "Il vino deve accompagnare il cibo, non ammazzarlo!", esclama Gino. Ma non mancano in cantina altre etichette, anche molto importanti, per chi volesse.

In sala Eva, sorridente e gentilissima, spiega e traduce ai clienti esteri quali sono le specialit e raccoglie le richieste. Spesso, per, chi viene qua, anche se da terre lontane, sa quello che vuole e le sue aspettative sono addirittura superate in quanto a soddisfazione del palato e della vista. E' necessario prenotare con anticipo, dato il numero limitato di posti disponibili. Anche personaggi famosi si sono seduti al desco dei Biagi, grazie all'unico e insostituibile passaparola: "Così buono non l'ho mangiato mai!".

Pro Passione, creatività, materie prime genuine. La vista sulle colline toscane, quando si mangia all'aperto e la tranquillità di un piccolo paese dove non si arriva per caso

Contro Pochi posti (Gino ama i locali piccoli), è quindi quasi impossibile arrivare all'improvviso e sedersi a tavola

 

 

Servizi

    Parcheggio auto carta di credito prodotti locali

Il lato Green

La cucina è quella toscana casalinga basata sulla qualità, le materie prime sono scelte nel territorio, tranne pochissime eccezioni: l'olio extravergine di oliva è di produzione propria - dell'Orciaia un maestoso ulivo tra i più antichi d'Italia - come il Vinsanto, conservato in caratelli che hanno 50-60 anni.

+Turismo