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Informazioni

Dal Santuario della Madonna della Armi(988mt) ci si incammina lungo il sentiero che sale a sinistra. Si attraversa con qualche tornante, il bosco di pini, proprio sopra il Santuario e si sbuca sulla pietraia che di lì a poco arriva fino al Passo del Panno Bianco. Arrivati alla Sella si gira a sinistra e continuando a salire sul sentiero si arriva sotto la cima del Monte Sellaro(1439). Da qui senza un percorso obbligato e tenendosi sul crinale, si arriva con qualche ultimo sforzo sulla cima. Il paesaggio sconfina verso tutto il versante orientale del Parco Nazionale del Pollino, i monti dell’Orsomarso e tutta la piana di Sibari e il Mar Ionio. Il ritorno è praticamente dalla stessa via. Si può scegliere di effettuare un fantastico trekking, partendo dal paese di Cerchiara di Calabria, attraversando il parco della Cessuta. Si prosegue infatti, lungo il sentiero che i pellegrini di Cerchiara, fanno in onore della Madonna delle Armi, il 24 e 25 Aprile. Si arriva al Santuario nel pomeriggio, dove è possibile pernottare presso un dormitorio e il mattino seguente si effettua la salita al Monte Sellaro. 

 

Scheda tecnica:

  • partenza da Santuario Madonna delle Armi: 988 mt
  • altezza Monte Sellaro: 1439mt
  • livello: E
  • durata: 4 ore circa  A/R
  • dislivello: 451mt
  • rifornimento idrico: Fontana al Santuario

Santuario di Santa Maria delle Armi

Si trova nei pressi di Cerchiaria di Calabria (Cs), alle pendici del monte Sellaro, noto anche come Monte Santo (1015 mt. Slm). Il posto gode di una sublime vista panoramica che abbraccia la pianura di Sibari e il Golfo di Taranto. Questo pregiato luogo di culto è di origine medievale e il suo nome deriva dal greco (Ton armon) e significa ‘delle grotte, degli anfratti’. L’attuale santuario occupa un antico luogo monastico di origine bizantina.
Nel X secolo nella vita di San Saba veniva citato un Monachus ascetarii Armon (un monaco proveniente dall’ascetario delle Armi) e poco più avanti si parla dell’esistenza del noto monastero bizantino di Sant’Andrea, gestito dagli abati (egumeni) Pacomio e San gregorio da Cerchiara. Dopo un ipotetico periodo di incuria, nel corso del XV secolo il Santuario torna ad essere di nuovo visitato dai pellegrini. Nel 1517, Marino Tomacelli di Napoli, vescovo di Cassano con una bolla ufficiale, dona il giuspatronato della chiesa alla Universitas Civium Circlarii (all’epoca municipio di Cerchiara) in quanto aveva realizzato fondamentali lavori di restauro. In seguito i signori di Cerchiara, i principi Sanseverino di Bisignano e i Pignatelli di Cerchiara grazie alle loro offerte ampliarono il complesso monumentale, che comprendeva un loggiato, gli altari, gli affreschi e la cappella dedicata alla Madonna. Il Santuario fino ai primi decenni del XVIII secolo è stato una Pia Casa di Carità le cui attività erano soprattutto destinate ad accogliere e a istruire gli orfani e le persone indigenti.

Leggende

Un’antica leggenda narra che nel 1450 nel corso di una battuta di caccia, alcune persone di Rossano avevano visto una cerva che si andava a nascondere in un piccolo antro del monte Sellaro. Incuriositi avevano seguito l’animale fin dentro la spelonca. Arrivati all’interno della grotta la cerva era scomparsa e c’erano due icone di legno che rappresentavano i Santi evangelisti. I cacciatori presero le tavolette e le riportano a Rossano da dove sparirono e furono ritrovate nell’antro dove erano state rinvenute. In seguito a questo evento gli abitanti decisero di ergere una piccola cappella per custodirle. Nel corso dei lavori di costruzione della cappella un fabbro, che per caso aveva sempre tra le mani una pietra ovale, preso dall’esasperazione la ruppe in due e da una parte la pietra custodiva l’immagine della Madonna con il Bambinello e l’altra faccia la sagoma di San Giovanni Battista. La prima faccia della pietra è custodita nella chiesa, in una cappella composta di marmi policromi e l’altra come sostiene la tradizione locale è stata trasportata nella Repubblica di Malta.

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