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Informazioni

Crateri, fumarole, resti archeologici, antichità sommerse, laghi e boschi caratterizzano il parco dei Campi Flegrei. Un laboratorio culturale a cielo aperto che spazia dalla geologia alla storia, dall'archeologia alle scienze naturali. Un vasto territorio di circa 8 mila ettari che comprende numerose zone dell’area che va da Cuma a Posillipo, legate dalla comune natura vulcanica. Ma aldilà dei confini il parco nasce con l’obiettivo di rafforzare l’identità dei Campi Flegrei, tutelare e valorizzare il suo patrimonio e promuoverne la conoscenza. 
Rientrano nel parco la Solfatara, i siti archeologici di Pozzuoli, Cuma e Baia e le oasi naturalistiche del Cratere degli Astroni, del Monte Nuovo e del Monte Gauro, i laghi di Averno, Lucrino e Fusaro, il Parco Sommerso di Baia e quello della Gaiola e tanti altri luoghi inediti e meno conosciuti, come le antiche cisterne di Misenum, la Marina di Torrefumo a Monte di Procida, lo Stadio Antonino Pio a Pozzuoli e la fitta Lecceta di Cuma che grazie alle attività del parco vengono restituiti alla comunità e a tutti i visitatori e amanti dei Campi ardenti

Il Parco Naturale Regionale Campi Flegrei (esteso 8.000 ettari circa) si trova nell’area dei Campi Flegrei costituita dalla parte occidentale della città di Napoli, da Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida, Quarto, fino alle isole di Procida e Ischia.

Descrizione
La denominazione "Campi Flegrei" risale ai primitivi coloni greci, i quali l'usarono per indicare la zona della mitica battaglia fra gli dei e i giganti che avevano tentato di dare la scalata all'Olimpo. 
L’area vulcanica dei Campi Flegrei è racchiusa in una antica caldera di 14 km di diametro il cui cratere è chiamato “Archiflegreo”. All’interno di quest’area sono presenti circa 50 bocche eruttive. L’ area vulcanica più antica è il duomo di Cuma (circa 36.000 anni fa) . La più grande eruzione dei Campi Flegrei è avvenuta 12.000 anni fa ed è stata denominata del Tufo Giallo Napoletano. L’ultima eruzione dei Campi Flegrei è avvenuta tra il 29 e il 30 settembre del 1538, che ha dato origine alla nascita del Monte Nuovo in località Lucrino (Pozzuoli).
Tra le manifestazioni attuali del vulcanismo vi è il fenomeno del bradisismo (sollevamento e abbassamento del suolo), ben studiato nell'area del tempio romano di Giove Serapide a Pozzuoli, accompagnato da attività sismica locale. Culminanti con l'altura dei Camaldoli a 459 m, i Campi Flegrei comprendono numerosi crateri tra cui quelli degli Astroni, di Monte Gauro, di Agnano. Nel perimetro del Parco sono anche compresi il lago d'Averno, che occupa un'antica caldera, e la celebre solfatara di Pozzuoli, dove fumarole di anidride carbonica e zolfo si alzano dal terreno e decine di piccoli vulcanelli ribollono di fango e vapori.
Flora e fauna
Le buone condizioni climatiche e la presenza di una discreta percentuale di umidità relativa dovuta alla presenza dei laghi, unite all'eccezionale fertilità del terreno, hanno favorito, al termine dell'attività vulcanica, l'insediamento di specie vegetali appenniniche e mediterranee, che si sono distribuite in funzione delle condizioni ambientali: è per questo che nel territorio flegreo convivono, in poco spazio, molteplici associazioni vegetali, che elevano di molto il livello di biodiversità vegetale dell'area e, per conseguenza, il suo valore ecologico.
Sono presenti fenomeni di inversione vegetazionale all'interno dei crateri, dove la persistente umidità del fondo, dovuta alla presenza degli specchi d'acqua, favorisce il formarsi di una flora mesofìla, tipica dell'Appennino, mentre alle quote più elevate è frequente incontrare la vegetazione mediterranea che gode della maggiore insolarizzazione e aridità.
La diversità della vegetazione ha comportato un conseguente arricchimento faunistico, che fa di alcune località dei Campi Flegrei il luogo con la maggiore biodiversità animale della provincia di Napoli. E' solo nei Campi Flegrei, ad esempio, che nidificano il porciglione ed il gruccione

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