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Il contesto geografico è quello della Murgia di Nord-Ovest o Murgia Alta, a cavallo delle ex province di Bari e BAT, un imponente blocco calcareo, oggi  fortemente carsificato, che, a partire da 70 milioni di anni fa, è emerso e si è modificato, conservando sempre un alone di fascino e unicità, sino ai nostri giorni. Si tratta di un territorio eccezionale, caratterizzato da spazi immensi che si perdono nell'orizzonte o, a tratti, reso sinuoso da alture collinari che raggiungono anche 600 m di quota.
Il Parco Nazionale dell'Alta Murgia custodisce al suo interno anche importanti siti di notevole interesse storico, archeologico e paleontologico, vista la presenza di realtà come i castelli federiciani, primo fra questi Castel del Monte, antichi ripari, jazzi e masserie, tracce di passaggi di dinosauri, ecc

Il territorio del Parco è stato vissuto dall'uomo, in maniera più o meno intensa, sin dalla preistoria. Ciononostante il rapporto tra Uomo e Natura è stato, sino agli ultimi decenni del XX secolo, piuttosto equilibrato e l'ingegno umano si è aguzzato nel  rendere questo territorio più adatto ad attività produttive quali la pastorizia transumante e l'agricoltura. Partendo dall'utilizzo di materiali poveri, resistenti e facilmente reperibili, quali pietra calcarea e 'tufo', sono state messi su manufatti estremamente funzionali, ma anche preziosi dal punto di vista architettonico. Si va dai muretti a secco, anche quelli di delimitazione dei tratturi, alle cisterne di raccolta delle acque piovane, dai trulli e dalle 'casedde', agli ovili in pietra (jazzi) ed alla masserie, alcune di pregevolissima fattura.

Il territorio del Parco individua un sistema ambientale caratterizzato da una vegetazione ascrivibile alla prateria arida submediterranea ad impronta balcanica  con specie vegetazionali endemiche come la Stipa austroitaica, meglio conosciuta come “lino delle fate piumoso”. L’area protetta comprende svariati habitat che vanno dal bosco ceduo di roverella sul versante nord, ai rimboschimenti di essenze arboree sempreverdi, ai vasti coltivi, alle zone caratterizzate dalla presenza di perastri e prugnoli, ai pascoli aridi del versante sud; tutto questo costituisce un vero e proprio “mosaico ambientale”.

Il territorio dell'Alta Murgia accoglie una fauna tra le più variegate di tutta la Puglia. Tra l'avifauna vi sono alcune delle più importanti popolazioni di specie delle aree steppiche e semiaride del bacino del Mediterraneo, tra cui la calandrella, la calandra, la tottavilla, l'allodola, la cappellaccia, e l'occhione. Sulle murge sono presenti come nidificanti diverse specie di rapaci diurni tra cui una delle più importanti popolazioni a livello mondiale di grillaio. Inoltre vi nidifica il biancone, la poiana, il gheppio, ed il lanario per il quale l'Italia meridionale rappresenta il limite di espansione occidentale. Le Murge costituiscono anche una delle più importanti aree di sosta sulle rotte migratorie che uniscono il continente africano al nord-europa. Nell'area del Parco, durante i periodi di migrazione è possibile avvistare, gru, pivieri dorati, pavoncelle, falchi di palude, albanelle minori e reali. Tra i rapaci notturni vi sono il barbagianni, il gufo comune, la civetta, l'assiolo e l'allocco. La Murgia è anche l'habitat di anfibi quali il tritone italiano, l'ululone dal ventre giallo, la rana verde ed il rospo smeraldino, e di rettili come il geco di kotschyi, il ramarro, il cervone, il colubro leopardino, la vipera. Tra i mammiferi vanno annoverati il cinghiale, la volpe, la donnola, la faina, il tasso, il riccio di terra, l'istrice ed il lupo. Di notevole importanza la popolazione di micromammiferi in quanto fonte trofica principale per i numerosi rapaci presenti, tra cui il mustiolo, l'arvicola di Savi, il topo selvatico e le numerose specie di chirotteri di cui si cita il ferro di cavallo maggiore, il miniottero, il vespertilio maggiore, il vespertilio di Blyth.

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