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Informazioni

Il Parco è stato istituto nel 1988[1] ma è operativo dal 1991. Ha sede a Pievepelago ed è stato costituito grazie alla cooperazione di varie istituzioni: la Provincia di Modena, le Comunità Montana del Frignano e di Modena Ovest (ora Unione di Comuni Montani Valli Dolo, Dragone e Secchia) ed i Comuni di Fanano, Fiumalbo, Frassinoro, Montecreto, Pievepelago, Riolunato e Sestola.

A pochi passi dalla città, un piccolo parco tutto da scoprire… Morbidi rilievi punteggiati di vigneti e ceraseti, aspri calanchi, splendide fioriture di bucaneve e di orchidee, boschi e sorgenti. E sulla cima del colle, il castello e la millenaria abbazia… Immergetevi in questo suggestivo paesaggio in cui la storia, la natura e il lavoro dell’uomo si fondono in un’armonia di colori e di forme.

Il Parco
Un migliaio di ettari sulle colline che si innalzano alle spalle di Monteveglio: a due passi dalla città, ecco il più piccolo tra i Parchi regionali dell’Emilia Romagna.
Un paesaggio gradevole e variegato, nel quale vigneti e frutteti si alternano a ripidi versanti boscati, e dove vallecole ben riparate racchiudono piccoli tesori naturalistici.
Il mosaico di coltivi, siepi e macchie boscate è bruscamente interrotto dai calanchi, affioramenti argillosi di antichissima origine che inaspriscono il paesaggio e lo rendono ancora più suggestivo.
Accanto agli ambienti naturali, le straordinarie testimonianze storiche: i resti del castello di matildica memoria, celebre per le sue tormentate vicende medievali, l’abbazia di Santa Maria, i bei palazzi signorili, gli oratori e i vecchi nuclei rurali circondati da campi e vigneti
La Valle del Samoggia
Territorio storico di frontiera e di contesa tra Bologna e Modena, la Valle del Samoggia comprende i comuni di Savigno, Castello di Serravalle, Monte San Pietro, Monteveglio, Bazzano, Crespellano.
La valle, che si sviluppa lungo il corso del torrente omonimo, presenta nel primo tratto i caratteri tipici del nostro Appennino: ampie zone boscate, case sparse al margine di rari seminativi, prati delimitati da lingue di bosco, filari di roverelle o alberi da frutto. A una ventina di chilometri dalla sorgente il Samoggia inizia a solcare la pianura, caratterizzata da agricoltura più intensiva.
La particolare conformazione geologica, unita alla notevole ricchezza idrica, ha favorito nel tempo lo sviluppo di una fiorente agricoltura connotata principalmente da vigneti, frutteti e cereali.

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