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Informazioni

Il Parco Regionale della Spina Verde si estende sulla fascia collinare a nord ovest di Como. Il territorio presenta innumerevoli motivi di interesse: la natura - con particolari aspetti geologici e vegetazionali, l'archeologia - con i resti della Como protostorica e la storia - dal medioevale Castello Baradello fino alle recenti trincee del Sasso di Cavallasca. Anche i numerosi luoghi di culto - dai ritrovamenti riconducibili ad antichi riti preromani e Romani, ai Santuari (prime tra tutte le Basiliche di S. Carpoforo e S. Abbondio), ai luoghi di manifestazioni tradizionali, come la Chiesetta di S. Rocco a Cavallasca e la Croce di S. Eutichio - identificano la Spina Verde come sede privilegiata per le espressioni di cultura religiosa.

el Lario, parte dal Monte Goi ad Albate (Como) , termina sulle sponde del torrente Faloppia a Drezzo e  complessivamente occupa una superficie di 1179 ettari.
Ciò che rende così particolare questo Parco è la possibilità di osservare numerosi manufatti storici immersi nel contesto naturale: in uno spazio moderatamente concentrato e facilmente accessibile, infatti, si possano incontrare segni del passato che coprono un arco di tempo di più di 2000 anni e che afferiscono a tutti gli aspetti dell’insediamento umano.
Si va dalla protostoria (con numerose testimonianze sul versante del monte Caprino tra Breccia e Prestino), al Medioevo (nel simbolo del castel Baradello), fino alla prima Guerra Mondiale (con le trincee della Linea Cadorna).
La naturalità dei luoghi, l’importanza cruciale nella rete ecologica regionale e la presenza di numerose specie protette a livello europeo, hanno portato al riconoscimento del Parco come Sito di Importanza Comunitaria (SIC). Tali classificazioni consentono oggi una maggiore tutela, controllo e valorizzazione del territorio.
Si distinguono all’interno del parco 4 maggiori tematismi culturali.

All'interno del Parco Spina Verde è i possibile trovare i resti monumentali della Linea Cadorna, ovvero le opere di fortificazione permanente volute dal generale Cadorna per difendere lo Stato Italiano da una possibile invasione tedesca attraverso la Svizzera neutrale.
Lungo i sentieri si incontrano nidi di mitragliatrici, camminamenti, gallerie, cunicoli, antichi depositi di armi e munizioni e abbeveratoi costruiti dal Genio Militare nel 1917.

Punteggio Protocollo Green PiuTurismo: 0/8


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