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Informazioni

Il Parco Naturale Regionale delle Serre, istituito con legge regionale n 48 del 5 maggio 1990, si estende su un territorio di 17.687 ettari; anche se posta fuori dalla sua continuità territoriale, ne fa parte la zona umida di valore internazionale del Lago Angitola la cui estensione è di 875 ettari.
Con l’approvazione della L.R.n°10 del 14/07/03 “Norme in materia di Aree Protette” la Regione Calabria ha realizzato il Sistema Naturale delle Aree Protette mediante la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturale, costituito da formazioni fisiche,biologiche e geomorfologiche che, assieme agli elementi antropici, compongono un bene primario costituzionalmente garantito.
La gestione sostenibile delle risorse naturali e ambientali e la conservazione delle specie di flora e fauna selvatiche sono perseguite dalla Regione attraverso gli strumenti della programmazione e pianificazione nonché mediante la costituzione delle aree protette.

Cattolica di Stilo (foto dal vecchio sito)

L’obiettivo delle Aree Protette è quello di promuovere nel territorio in esse ricompreso l’applicazione di metodi di gestione e valorizzazione naturalistico - ambientali tesi a realizzare l’integrazione tra uomo e ambiente naturale.L’area del Parco delle Serre, ai sensi della predetta legge regionale (L.R.n°10 del 14/07/03), comprendei valori naturalistici, culturali storici e antropologici che concorrono a determinare il toponimo delle Serre. Il territorio di pertinenza del parco comprende le abetine tipiche, pure e miste dell’abete bianco, le pinetine del pino laricio, le faggete, i castagneti, i pioppeti, i querceti nonché l’oasi del lago  Angitola, istituita con  il D.P.G.R. del 12/05/1975 e riconosciuta come zona umida di valore internazionale ai sensi della convenzione di Ramsar (D.M. 30/09/1985), anche se posta fuori della sua continuità territoriale.


La qualità della componente naturale rappresenta un elemento di fondamentale importanza per la stima della qualità complessiva del territorio. Il grado di diversità ecologica e biologica diviene un utile indicatore dello stato di integrità strutturale dei sistemi territoriali, fornendo la base per un’analisi che tracci un bilancio del livello delle pressioni ambientali da parte delle diverse attività umane.

La biodiversità, intesa in senso stretto, è la risultante del complesso dei viventi che partecipano all’ecosistema di una data unità geografica (sito, regione o zona). L’unità di base per la valutazione dei viventi in questo caso è la specie biologica, fondata su base genetica. Nella sua accezione più elementare la biodiversità viene dunque data dalla somma delle specie che costituiscono la componente biologica dell’ecosistema. In realtà a questo punto il problema si complica, perché nell’ecosistema si presentano assieme specie dei gruppi più diversi: piante verdi, animali, microrganismi come funghi e batteri: si tratta di un mondo estremamente vario, e solo in pochi casi favorevoli è possibile averne una conoscenza generalizzata. L’unità di base per lo studio della biodiversità è la specie.

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