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Informazioni

Il Parco naturale regionale delle Prealpi Giulie è stato istituito nel 1996 e si estende su poco meno di 100 km2 compresi nel territorio dei comuni di Chiusaforte, Lusevera, Moggio Udinese, Resia, Resiutta e Venzone in provincia di Udine. Include le parti più elevate delle catene del Monte Plauris (m 1958), dei Monti Musi (m 1869) e del Monte Canin (m 2587), scendendo di quota solo in corrispondenza della frazione di Povici a Resiutta e nella Valle del Torrente Mea a Lusevera. La specificità della zona è determinata dal contatto di tre aree biogeografiche diverse, mediterranea, illirica ed alpina, che concorrono a determinare una straordinaria biodiversità.

Il Parco naturale regionale delle Prealpi Giulie è stato istituito nel 1996 e si estende su poco meno di 100 km2 compresi nel territorio dei comuni di Chiusaforte, Lusevera, Moggio Udinese, Resia, Resiutta e Venzone in provincia di Udine.
Include le parti più elevate delle catene del Monte Plauris
(m 1958), dei Monti Musi (m 1869) e del Monte Canin (m 2587), scendendo di quota solo in corrispondenza della frazione di Povici a Resiutta e nella Valle del Torrente Mea a Lusevera.
La specificità della zona è determinata dal contatto di tre aree biogeografiche diverse, mediterranea, illirica ed alpina, che concorrono a determinare una straordinaria biodiversità.

Storia del parco:
Il Parco naturale regionale delle Prealpi Giulie ed il suo Ente gestore sono stati istituiti il 30.09.1996 dalla L.r. 42.
Questo però è stato solo l’ultimo atto di un cammino durato oltre due decenni. Di un’area protetta nelle Prealpi Giulie si è infatti iniziato a parlare negli anni ’70 ed il primo riscontro concreto può essere trovato nel Piano Urbanistico Regionale Generale del 1978 quando viene identificata e cartografata un’ampia zona compresa fra Gemona del Friuli, Taipana e la Val Resia destinata ad ospitare uno dei più grandi parchi regionali (il Piano ne prevedeva ben 11).
Negli anni ’80 il dibattito nell’intera regione fra fautori ed oppositori dei parchi è molto acceso. Questo, nonostante l’approvazione nel 1983 della prima legge quadro regionale in materia, determina un complesso avvio nell’istituzione di aree protette e continui ritocchi dei perimetri proposti.
Il Parco delle Prealpi Giulie, sensibilmente ridotto rispetto alla sua iniziale dimensione, comincia ad operare verso la fine degli anni ’80 pur senza una formale istituzione. Viene in parte gestito da un Comitato di coordinamento fra cinque comuni (Chiusaforte, Moggio Udinese, Resia, Resiutta e Venzone) che svolge attività di promozione, educazione ambientale e sistemazione di vecchie casere finalizzata all’accoglienza degli escursionisti.
Sono anni in cui si cerca ripetutamente di dotarsi di un Piano di Conservazione e Sviluppo senza peraltro mai approdare alla sua approvazione definitiva.
L’inizio degli anni ’90 vede riaccendersi il dibattito in regione sulle aree protette che porta nel 1996 all’approvazione di una nuova Legge denominata “Norme in materia di parchi e riserve naturali regionali”.
Tale provvedimento segna la definitiva nascita ed ufficializzazione del Parco con le caratteristiche che ancora oggi possiede prendendo atto dell’ingresso nel suo perimetro di una porzione di territorio del comune di Lusevera.
L’accordo di programma del 1999 fra la amministrazione regionale ed i 6 comuni interessati indica le linee guida per la programmazione dei primi anni di vita dell’Ente parco che da quel momento assume la piena operatività che gli consentirà di gestire tutte le attività ed iniziative che ancora caratterizzano l’area protetta.

Flora e fauna:
La vegetazione che si incontra percorrendo le vallate del Parco è il marcato risultato dell’azione congiunta di due fondamentali fattori ecologici: il particolare regime climatico ed il substrato geologico.
L’elevata piovosità, sui Monti Musi si registrano le più abbondanti precipitazioni a livello europeo, temperature relativamente miti ed escursioni termiche limitate concorrono a determinare un regime climatico di tipo oceanico che favorisce, assieme alla particolare natura dei terreni, lo sviluppo di una vegetazione ricca e diversificata.
Ne consegue un patrimonio floristico costituito da più di 1200 specie e sottospecie e oltre 60 endemismi fra i quali la Campanula di Zoys, la Genziana di Froelich, il Geranio argenteo e il Papavero delle Alpi Giulie.

Nell’area del Parco convivono specie faunistiche di origine meridionale, circummediterranea ed orientale. Sono presenti tutti gli ungulati alpini (capriolo, cervo, camoscio, stambecco e cinghiale) oltre ad altri importanti mammiferi fra i quali il gatto selvatico, diversi specie di mustelidi, roditori ed insettivori.
Negli ultimi anni le presenze dell’orso bruno e della lince sono state ripetutamente confermate da numerose segnalazioni di tracce e avvistamenti in Val di Uccea, Val di Musi e Val Venzonassa.
Fra l’avifauna sono state censite 100 specie di cui 89 sono risultate certamente nidificanti e 11 con nidificazione probabile; fra queste sono frequenti diversi rapaci (gufo reale, allocco, civetta capogrosso, aquila reale, astore, poiana, grifoni), tutti i tetraonidi dell’arco alpino (gallo cedrone, gallo forcello, pernice bianca, francolino di monte) e diverse specie di corvidi, picidi e passeriformi.
La coturnice simbolo del Parco naturale delle Prealpi Giulie è ben distribuita, favorita dai numerosi ambienti adatti che si trovano sui versanti meridionali dei rilievi.
Ben rappresentati sono anche anfibi, rettili ed insetti che trovano nell’estrema variabilità del paesaggio che caratterizza il Parco, condizioni ideali di vita e suscitano l’interesse di appassionati e ricercatori.


Come arrivare:
In auto
Dalla autostrada A23 “Alpeadria” Palmanova-Tarvisio, uscita Gemona-Osoppo, si prosegue sulla S.S. n. 13 Pontebbana in direzione Tarvisio seguendo quindi le indicazioni locali o in direzione Tarcento-Alta Val Torre lungo la S.S. 646.
 
In autobus
L’area è servita dalle linee SAF autoservizi FVG
www.saf.ud.it
 
In treno
Dalle stazioni di Tarcento, Gemona del Friuli, Venzone e Carnia si prosegue per le diverse località con il servizio autobus di linea.
www.ferroviedellostato.it

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