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Tra le vette del Dolcedorme e di Cozzo del Pellegrino e gli orizzonti che si disegnano sulle acque del Tirreno e dello Jonio, lungo il massiccio montuoso calabro-lucano del Pollino e dell'Orsomarso, la Natura e l'Uomo intrecciano millenari rapporti che l'Ente Parco Nazionale del Pollino, istituito nel 1993, conserva e tutela, sotto il suo emblema, il Pino loricato.

Il Parco Nazionale del Pollino si estende su 192.565,00 ettari di terreno ed è posto a cavallo tra due regioni, la Basilicata, detta anche Lucania, e la Calabria. Inoltre spazia dal mar Tirreno allo Jonio, da Cozzo del Pellegrino a Serra Dolcedorme, dai Piani di Campolongo, di Novacco, e di Lanzo, ai Piani del Pollino, dai fiumi Argentino e Abatemarco, alle gole del Lao e del Raganello, ai torrenti Peschiera e Frido. L’intera zona del Pollino è formata dai Massicci del Pollino e dell’Orsomarso. La catena montuosa che fa parte dell’Appennino meridionale a confine con la Basilicata e la Calabria vanta le vette più alte del Sud Italia le quali rimangono innevate per un lungo periodo che inizia a partire dal mese di novembre e finisce nel mese di maggio con lo sciogliersi della prima neve. L’altezza delle sue vette arriva a quota 2.200 mt slm. L’area naturale che gode di un ampio prestigio è composta di rocce dolomitiche, di bastioni calcarei, di pareti di faglia di origine architettonica, di dirupi, di gole molto profonde, di grotte carsiche, di timpe di origine vulcanica, di inghiottitoi, di pianori, di prati, di pascoli posti ad alta quota, di accumuli morenici, di circhi glaciali e di massi erratici.

Il favoloso Parco del Pollino, grazie alle sue preziose ricchezze e bellezze che gelosamente custodisce è oggi considerato l’area protetta più estesa d’Italia. Numerose le definizioni attribuite al Parco del Pollino: Parco di carta, parco-accademia, parco-fantasma, parco-telenovela, parco di Penelope, parco filosofale. Tutti questi appellativi sono il frutto di numerosi dibattiti, studi, progetti e piani che dovevano valorizzare il Parco ma che nel tempo sono sfumati. Il 1958 non è solo l’anno in cui è stato pubblicato per la prima volta un tomo dal titolo ‘Precedenti storici per la valorizzazione scientifica e turistica del Pollino’ a cura di A. Miglio, ma segna anche il calcio d’inizio per esaltare i valori naturalsitici e culturali del Pollino. Nel mese di giugno dello stesso anno viene presentato alla Camera dei Deputati un ”Progetto di Legge per la valorizzazione del Pollino” e nel mese di agosto sempre del 1958 viene celebrata a Piano di Ruggio la VII Festa Nazionale della Montagna. Il Parco regionale del Pollino è stato istituito con L.R. n. 3/1986. Lo Stato italiano ha trattato il caso a sbalzi e l’istituzione del Parco nazionale arriva con l’art. 18 della Legge finanziaria n. 67 del 1988. Solo due anni dopo e precisamente nel 1990 grazie a un decreto ministeriale viene stabilita la perimetrazione provvisoria e definite le misure di salvaguardia. Una storia incredibile che ricorda quasi quella del brutto anatroccolo che diventa cigno solo nel 1993 con l’istituzione dell’Ente e nel 1994 con la formazione degli organi di gestione.

Punteggio Protocollo Green PiuTurismo: 0/8


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