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Informazioni

Il Parco delle Orobie Bergamasche è un parco montano forestale che, con una superfi cie di circa 70.000 ettari, rappresenta la più grande area ad elevata naturalità tra i parchi regionali lombardi; interessa il versante meridionale delle Orobie, costituito da imponenti rilievi montuosi che si stagliano fino a oltre 3.000 metri d’altitudine; è regno delle aquile, degli stambecchi e di panorami mozzafiato. La natura geologica divide il Parco in due settori, separati da un sistema di fratture e scorrimenti conosciuto come Linea insubrica: verso nord si trovano rocce cristalline e metamorfi che, per lo più a reazione acida, mentre a sud sono rocce sedimentarie, carbonatiche e spesso carsicizzate. Amministrativamente comprende parte dei territori delle Comunità Montane della Valle Seriana Superiore, della Val di Scalve e della Val Brembana, per un totale di 44 comuni.

I circa 70.000 ettari del Parco delle Orobie bergamasche rappresentano una delle più estese aree protette ad elevata naturalità della Lombardia. Il Parco comprende gran parte del versante meridionale delle Orobie, con imponenti rilievi montuosi che si stagliano fino a oltre 3.000 metri di altitudine ed estese vallate percorse dai fiumi Brembo, Serio e Dezzo, che solcano rispettivamente le Valli Brembana, Seriana e di Scalve; le numerose valli laterali regalano scenari sorprendenti e talora incontaminati.

Il territorio è assai vario: su queste montagne si trovano infatti estesi boschi, praterie di vario tipo che ospitano flora e fauna di elevatissimo interesse, rupi e ghiaioni pure popolati da specie rare e talora endemiche, ossia esclusive di territori assai ristretti.

Si tratta di un ricco mosaico di ambienti, creati dalla natura e dall’uomo, che costituiscono habitat e ospitano specie tutelati dalla Unione Europea per il loro elevato valore naturalistico.

Per questo importante capitale naturale, il Parco delle Orobie bergamasche è noto come uno dei territori a più elevata biodiversità a livello regionale, nazionale ed europeo. Gran parte della sua superficie (80% circa) è stato riconosciuto come parte del Sistema Rete Natura 2000, istituendovi Zone di Protezione Speciale (ZPS) e Siti di Importanza Comunitaria (SIC), designati per garantire il mantenimento a lungo termine della biodiversità a livello comunitario.

Il territorio

La geologia divide il Parco in due settori, separati da un sistema di fratture e scorrimenti conosciuto come Linea insubrica: a nord di questa si trova la catena delle Alpi Orobie, costituite da rocce cristalline per lo più a reazione acida, scure e antiche, che raggiunge le massime altitudini con il Pizzo Coca (3.050 metri); a sud abbiamo invece i gruppi montuosi delle Prealpi costituiti da rocce chiare, in prevalenza calcaree e dolomitiche e quindi a reazione basica, di origine sedimentaria e spesso carsicizzate.Una delle particolarità del Parco è la sua ricchezza d’acqua: numerosi sono i laghi alpini, circa cento, posti soprattutto a cavallo tra le valli Seriana e Brembana; altrettanto numerose le cascate, talora davvero imponenti. Tra tutte spiccano le Cascate del Serio, le più alte d’Italia e le seconde in Europa: dal Piano del Barbellino, posto alla testata della Val Seriana, le cascate si sviluppano con tre salti successivi, precipitando da un’altezza di 315 metri. Durante il periodo estivo, in occasione delle aperture programmate, circa 10.000 mc di acqua precipitano rombando dai dirupi, in un caratteristico anfiteatro montano.

All’abbondante presenza di acqua sono legati anche i caratteri di estrema naturalità della Val Sanguigno, una delle più belle ed incontaminate zone delle Orobie, habitat di specie animali e vegetali di importanza scientifico-conservazionistica. Tra le piante segnaliamo soprattutto Lycopodiella inundata e Drosera rotundifolia, tipiche degli ambienti di torbiera; tra gli animali abbiamo Zootoca vivipara carniolica, sottospecie di lucertola assai localizzata, e la rara libellula Leucorrhinia dubia, anch’esse legate alle aree umide.

Nella fascia prealpina, spiccano per peculiarità e bellezza i massicci carbonatici del Monte Arera e della Presolana, preziosi scrigni di biodiversità, popolati da specie botaniche e di invertebrati esclusive, meta di appassionati da tutto il mondo: Galium montis-arerae e Saxifraga presolanensis sanciscono anche nei loro nomi scientifici l’unicità di queste montagne.

Queste monti, per un insieme di fattori climatici, geografici e geologici, hanno costituito un importate luogo di rifugio nel corso dei mutamenti climatici del Quaternario; ripetute e lunghe condizioni di isolamento riproduttivo durante le glaciazioni, precedute e seguite da grandi spostamenti di specie verso e da aree più calde, hanno quindi determinato condizioni favorevoli alla nascita di nuove entità e alla sopravvivenza di specie relitte. Così si originarono numerosi stenoendemiti, che non si trovano altrove nel mondo. Alle emergenze naturalistiche e paesaggistiche del Parco si aggiungono località significative anche da un punto di vista storico-culturale come la Val Taleggio, la Valtorta e la Val di Scalve. Quest’ultima, caratterizzata da numerose testimonianze dell’attività mineraria e metallurgica, è collegata alla Val Camonica dalla storica Via Mala, suggestiva strada scavata nella roccia che attraversa l’orrido del torrente Dezzo.

Fauna:

Il patrimonio faunistico del Parco delle Orobie bergamasche è ricchissimo e completo: sicuramente degni di menzione sono gli endemiti faunistici, in particolare invertebrati ipogei, ossia popolazioni che vivono sotto la superficie del suolo, nella falda, nelle cavità e nelle fratture delle rocce.

Sotto quest’aspetto, l’area del Parco costituisce uno dei luoghi più significativi di tutte le Alpi Centrali. Si pensi che solo nell’area Pizzo della Presolana–Monte Sponda Vaga, sono state rilevate 37 specie endemiche di cui ben 9 sono stenoendemiti assai localizzati, mai segnalati all’esterno di tale area. Queste osservazioni attestano l’enorme valore di questi luoghi, di fatto riconosciuti anche a livello internazionale come un vero e proprio santuario della biodiversità.

Per citare alcune specie: Cochlostoma canestrinii, un gasteropode conosciuto solo per la Presolana; Cychrus cylindricollis, un rarissimo carabide endemico predatore di molluschi; Boldoriella serianensis, carabide ipogeo noto solo di pochissime località bergamasche; Byrrhus focarilei, coleottero stenoendemico descritto solo nel 1997, Othyorrhincus diottii, un curculionide scoperto ancor più recentemente, nel 2001, noto solo per pochi esemplari rinvenuti nei pressi del rifugio Albani e del lago del Polzone; l’elenco potrebbe proseguire molto, soprattutto con farfalle ed altri insetti. Altre ancora potrebbero essere le specie che vivono nel Parco, ancora ignote alla scienza.

Passando a gruppi faunistici certo meglio conosciuti, numerose sono le specie che popolano le montagne e le vallate del Parco. Oltre ad aquila reale, poiana, gheppio, si possono osservare specie decisamente rare, come civetta nana, civetta capogrosso, re di quaglie e il gallo forcello, quest’ultimo eletto a simbolo del Parco. Tra gli anfibi, meritano menzione l’ululone dal ventre giallo e la salamandra alpina; tra i rettili ricordiamo soprattutto lucertola vivipara.

Molti anche i mammiferi selvatici, tra cui: marmotta, tasso, ermellino; tra gli ungulati camoscio, cervo e stambecco, quest’ultimo oggetto di una riuscita attività di reintroduzione, realizzata negli anni 90 con esemplari provenienti dal Parco Nazionale Gran Paradiso, che ha consentito la presenza stabile di questa specie.

A queste specie si è recentemente aggiunto anche l’orso bruno; esemplari in dispersione provenienti da est periodicamente attraversano il territorio del Parco a conferma  della sua elevata naturalità.

Flora:

Grazie ad una notevole varietà di ambienti e di paesaggi vegetali, sovraimposti ad un’area che ha subito vicissitudini connesse alle glaciazioni, con il conseguente isolamento di popolazioni e la formazione di nuove specie, il territorio del Parco delle Orobie presenta un patrimonio floristico particolarmente ricco sia per numero di specie sia per rarità di alcune di esse.
Sono circa una decina le specie floristiche del Parco presenti nella Lista Rossa Italiana; sei di tali specie sono endemiti esclusivi delle Orobie, non osservabili in altre parti del mondo, e tra esse figura Linaria tonzigii, nota di pochissime stazioni nell’area dell’Arera e della Presolana.

In totale, sono circa una cinquantina le specie osservabili nel Parco e che sono a vario titolo ascrivibili alla categoria delle specie endemiche.
Altre piante di notevole interesse sono Saxifraga presolanensis, endemita esclusivo delle prealpi bergamasche; Primula glaucescens, significativamente detta “Primula di Lombardia”, presente indicativamente dal M. Barro fino all’estremità orientale delle prealpi lombarde; Physoplexis comosa, endemita alpino distribuito dalla Carinzia ai Corni di Canzo, Galium montis-arerae, altro endemita esclusivo delle Prealpi bergamasche, ed inoltre Sanguisorba dodecandra, Campanula raineri, Allium insubricum, Silene elisabethae, Primula albenensis, Asplenium presolanense, Moehringia concarenae.

Punteggio Protocollo Green PiuTurismo: 0/8


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