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Il parco naturale più a sud dell’Alto Adige si estende su un’altitudine tra 300 - 1.700 m ed offre grazie alla sua posizione ed il clima submediterraneo un’ampia varietá di associazioni vegetali. Il Parco Naturale Monte Corno comprende su una superficie di 6.866 ettari i comuni di Anterivo, Montagna, Egna, Salorno e Trodena. La zona protetta viene delimitata a nord dal Passo di S. Lugano (Trentino), a sud-est dalla Valle di Cembra (Trentino) e ad ovest dalla Val d’Adige tra Egna e la Chiusa di Salorno.

 

Parco naturale Monte Corno si estende su una superficie di 6.849 ettari suddivisa tra i territori comunali di Anterivo, Egna, Montagna, Salorno e Trodena nella bassa Atesina, a sud di Bolzano, delimitata a nord dal Passo di S. Lugano, a sud-est dalla Valle di Cembra, a ovest dalla Val d'Adige e a sud dal confine provinciale col Trentino.

Il parco naturale più meridionale dell’Alto Adige è stato istituito nel 1980 e prende il nome dal Monte Corno (1817 m). Dal punto di vista geologico il Parco è costituito da due tipi di rocce contrastanti: una parte è costituita da rocce calcaree di dolomia mentre nell’altra parte predomina il porfido quarzifero di Bolzano.

In quest’area protetta mancano i ghiacciai, le alte montagne e gli estesi altipiani degli altri parchi altoatesini, vi sono però – anche grazie alla bassa altitudine e alla presenza di un clima submediterraneo – una flora e una fauna tra le più varie. Già in inverno inoltrato sugli spogli rami si aprono i fiori gialli del corniolo, che in estate si trasformeranno in bacche rosse. Verso fine aprile brillano i fiori bianchi del ciliegio canino, mentre in estate fioriscono i gigli selvatici, le orchidee e le anemoni. Il variopinto ramarro rappresenta il gioiello faunistico della fascia a vegetazione submediterranea. Nelle giornate calde risuona l’incessante frinire della cicala e nei cespugli si nasconde la mantide religiosa. 

Un fitto mosaico di boschi che ricopre il 90% del territorio viene interrotto da silenziose radure punteggiate di larici centenari e da vecchi pascoli. La storia e lo sviluppo del paesaggio si sono intrecciati con quelli delle popolazioni rurali in una reciproca e secolare influenza.

Nella zona nord-orientale del parco naturale si è immersi nel mondo silenzioso delle paludi – una rarità per Alto Adige. Le più grandi e conosciute sono quelle del Lago Bianco, la Palù Longa e le torbiere di Gampen. Questi habitat si sono formati dopo l’ultima era glaciale. le betulle e i pini mughi presentano in queste zone una crescita stentata, mentre la drosera e la pinguicola integrano le loro esigenze nutritive catturando insetti. 

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