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Un monte isolato (Giuseppe Nangeroni lo de?nì il quarto montorfano lombardo), di modeste dimensioni, ma ricco di luoghi di notevole interesse naturalistico, storico e culturale. 

Per tutelare l’integrità del Monte Barro, che speculazioni edilizie ed attività estrattiva stavano minando, già nel 1969 prese il via un intenso dibattito, sviluppatosi soprattutto sulla stampa locale e regionale, mentre al contempo si costituiva spontaneamente il Comitato promotore per la salvaguardia del monte, guidato dal Professor Giuseppe Panzeri, che profuse il suo impegno costante per il Monte Barro fino a quando rimase in vita, divenendo il primo Presidente del Parco e mantenendo la carica fino al 2008. 

Da queste premesse, nel gennaio 1974, sorse il Consorzio per la salvaguardia del Monte Barro, costituito da rappresentanti dei comuni limitrofi di Galbiate, Lecco, Malgrate, Pescate, Valmadrera e della Comunità Montana del Lario Orientale. In un secondo tempo, il Consorzio si estese ai comuni di Garlate e Oggiono, nonché al Comprensorio Lecchese, precursore della Provincia di Lecco.

Il Presidente della Regione Lombardia, con decreto n.792 del 23 giugno 1976, istituì la Riserva del Monte Barro, e a ciò fece seguito la Legge Regionale n.78 del 16 settembre 1983, che trasformò il monte da riserva locale a Parco Naturale di interesse regionale.

Caso unico in Lombardia, il Consorzio fu quindi istituito per volere delle comunità locali, ancor prima dell’esistenza del parco.

Il 26 aprile 1988 è stato istituito il Consorzio di gestione del Parco Regionale e il 16 marzo 1991 è stato approvato il suo Piano Territoriale di Coordinamento (PTC), fondamentale strumento normativo dell’area protetta. Esso prevedeva tre zone di riserva naturale, ma con l’istituzione del Parco Naturale del Monte Barro il 29 novembre 2002, che tutela un’area circa pari a 2/3 del Parco Regionale, comprese le tre precendenti, esse hanno cessato di esistere perché la protezione di un Parco Naturale è più restrittiva rispetto al Parco regionale già esistente.

Nel 2000, a seguito dell’emanazione delle direttive europee “habitat” e “uccelli”, volte a tutelare la biodiversità e l’avifauna, il Monte Barro è stato riconosciuto:
- Sito di Importanza Comunitaria (SIC) per la tutela di flora, fauna e habitat. La direttiva “habitat” ha istituito il “SIC Monte Barro” la cui area coincide con l’area del Parco Regionale.
- Zona di Protezione Speciale (ZPS) per la tutela dell’avifauna. La direttiva “uccelli” ha istituito la “ZPS Monte Barro” la cui area coincide con l’area del Parco Naturale. Nella ZPS la normativa per la tutela è maggiore e in essa vige il silenzio venatorio.
L’insieme dei siti ZPS e SIC costituisce la RETE NATURA 2000, zone in cui la Comunità Europea ha ultimamente ribadito l’importanza di arrestare la perdita della biodiversità presente.

Con D.g.r. 22 dicembre 2011, il "Consorzio per la gestione del Parco regionale del Monte
Barro" si è trasformato in Ente di diritto pubblico ai sensi dell’art. 22 della l.r. 86/83, come modificato dalla l.r. 12/2011.

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