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Avete mai preso in considerazione il fatto di fare una vacanza in un convento? Io no!


Però appena entrata nell’Abbazia di Praglia a Teolo (PD) attraversando il chiostro botanico, il chiostro rustico, la biblioteca, la sala capitolare e ancor più entrando nel laboratorio di erboristeria ho incominciato a pensare che potrebbe essere una esperienza interessante.

Forse è stato Don Vladimiro, la nostra guida, a far nascere in me questo interesse perché ci ha detto subito che il famoso laboratorio del restauro dei libri antichi e rari di cui lui è responsabile non si poteva assolutamente vedere, e io ho pensato che magari soggiornando in convento potrei riuscirci!
Se andate a Praglia (merita veramente una visita) chiedete di essere accompagnati da Don Vladimiro. E’ esigente, se qualcuno non è attento lo riprende, fa domande ma nel descrivere come la comunità Benedettina è organizzata e come sono attenti all’accoglienza ti invoglia a trascorrere qualche giorno con loro.
Mentre sei nel chiostro pensile e lo sguardo spazia sui colli Euganei all’ora del tramonto e la campana suona, verrebbe istintivo chiedere “posso cenare con voi?”. Don Vladimiro lo sa che l’entusiasmo con cui descrive la vita nell’abbazia crea nei visitatori il desiderio di pace e serenità e quindi “ti” spiega le regole del convento: le donne non possono mangiare nella stessa stanza del frati, possono sistemarsi nella stanza vicina, si mangia in silenzio, si ascoltano le letture.
Poi aggiunge: se proprio volete provare l’esperienza di avere la sveglia alle 5,15, la messa alle 8, pregare almeno due ore al giorno, imparare a stare un pò con se stessi, lavorare nei campi o nella vigna siete i benvenuti.
Non ci sono rette, offerta libera, ma accettate un consiglio: non venite adesso “si muore di freddo nelle stanze”! Così riesce a farti tornare alla realtà e alle tue comodità che utopisticamente eri disposto a lasciare…. 

 

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