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La geografia della Sardegna è l'insieme delle caratteristiche fisiche della regione insulare italiana della Sardegna. La regione comprende l'isola principale ed alcune piccole isole ed arcipelaghi di contorno (Asinara, Arcipelago della Maddalena, Isola di San Pietro, Isola di Sant'Antioco), insieme a molte altre isole minori.


È situata nel centro del Mediterraneo occidentale, compresa tra i 38° 51' 52" e i 41° 15' 42" dilatitudine Nord e tra gli 8° 8' e 9° 50' di longitudine Est. Occupa una superficie di 24.098 km²[1], ponendosi al secondo posto, dopo la Sicilia, tra le maggiori isole del Mediterraneo. Le coste della Sardegna si estendono per circa 1.900 km in un susseguirsi di paesaggi molto vari che sono stati creati e modellati durante la lunghissima storia geologica dell'isola. Lunghi tratti di coste basse espiagge sabbiose si alternano ad alte falesie a strapiombo sul mare. Ampi tratti a falesie sono quelli compresi tra Portoscuso (vulcaniti) e le zone di Buggerru e Masua (calcari). Risalendo verso il litorale nord-occidentale le falesie si sviluppano nel tratto costiero tra Bosa (rocce basaltiche), Alghero-Capo Caccia (rocce calcaree) e l'Argentiera (rocce scistose), fino ad includere anche l'isola dell'Asinara. Sulla costa orientale un altro tratto costiero a falesie è rappresentato dalle insenature del Golfo di Orosei (calcari). Le coste risultano però prevalentemente basse e rocciose mentre i tratti sabbiosi si sviluppano soprattutto vicino alla foce dei corsi d'acqua. Parte del litorale nord-orientale della Gallura, tra Santa Teresa Galluraed il Golfo di Olbia, presenta la morfologia a rias, caratterizzata da antiche valli fluviali oggi sommerse dalle acque del mare.

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