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Non è solo far da mangiare: coltivare verdure e servirle, e soprattutto portare avanti le tradizioni e gli usi di un tempo, quando ci si autoproduceva ciò che serviva per sé e i propri ospiti, l'eccellenza che preferiamo. 


Una caratteristica che accomuna molti dei ristoranti d'eccellenza che abbiamo testato e raccontiamo per Garda Trentino è la produzione di parte di ciò che viene servito: a partire dall'olio fino ad arrivare alle fragole.

Spesso i ristoratori accompagnano alla propria attività culinaria la loro capacità di agricoltori, coltivando personalmente parte di ciò che potremo gustare a tavola, vino compreso, offrendo così un'esperienza unica ma ripetibile, quella peculiarità che secondo noi garantisce il successo di qualsiasi attività del settore turismo.

Perché siamo assuefatti dall'anonimato, da ristoranti tutti simili e magari con una bella vista ma un menù non particolarmente interessante, e spesso in posti dove la storia ha ben poco da raccontare. L'esatto opposto di ciò che accade qui, dove anche una cena può diventare un viaggio nella storia della prima guerra mondiale, terminando davanti ad una grappa e grossi libri di foto e storie che raccontano ciò che accadeva dove ora noi stiamo mangiando. Una cena e una serata che ti riportano dentro la storia antica di quel luogo. Sia questa un affascinante luogo di passaggio e di alta ristorazione per gli austriaci sia questo un forte dove si combatteva e si moriva per fermare i nemici al confine, una dogana dove dagli bracci nei muri di marmo vedi ancora oggi i segni lasciati dal cannone quando sparava.

Al fortino

Appena arrivi la prima cosa che colpisce, ovviamente, è l´edificio. Un restauro conservativo ha garantito che la forma dell'antica dogana rimanesse perfettamente identica all'originale, con una porta d'accesso sulla strada di passaggio, la stessa di allora, e tre aperture verso la vallata su cui erano puntati i cannoni.
Ci sono ancora i ganci al soffitto, oggi servono a tenere sospesi graziosi ornamenti che rendono la sala e l'ambiente molto più piacevole e romantico di quanto doveva essere quando circolavano soldati armati intenti a difendere il sovrastante forte. La conservazione storica ha fatto sì che anche il piano bar, come ogni dettaglio, riportano la mente indietro nel tempo alla grande guerra.
Siamo a Nago nel primo ristorante storico rievocativo d'Italia, voluto da un personaggio carismatico e con un passato tutto da raccontare. Aveva due nonni che, a causa della grande guerra, si sono trovati ai lati opposti del fronte a farsi la guerra l'un l’altro, e qui con il ristorante, la rete del territorio e il progetto Ta pum si può rivivere ed immergersi in quel passato difficile, di privazioni e stenti, che ha visto questi territori zona sia di confine che di cambiamento, e qui vicino che iniziarono i primi moti di rivolta verso il fascismo nella guerra successiva, ed è qui che la scontro tra cultura, territorio e diritti ha espresso al meglio quanto una popolazione sappia cambiare ed adattarsi, anche opporsi, al cambiamento quando la situazione lo richiede.
Ed è sempre qui che potete gustare tutti i sapori d'un tempo, ma non attraverso la nouvelle cousine o altre interpretazioni moderne, potete provare a mangiare in una gavetta le bucce di patate abbrustolite e la carne di cervo, servita come si faceva in guerra con uno strumento tanto comodo quando utile quando puoi mangiare in una barricata, fischiano i proiettili e c'è poco cibo. All'entrata uno stupendo museo dedicato alla grande guerra con strumenti, attrezzi e residuati come ogive e bossoli sia di cannone che di altre armi d'artiglieria, quelle che qui operano quotidianamente per difendere il forte e per garantire il pagamento del dovuto a chi passava.
Una nutrita biblioteca rievocativa, pregna di storia e di informazioni che raramente si incontrano sulle armi, sulle divise e sulle tradizioni e le modalità in cui venne vissuta la grande guerra dai loro nonni e dai loro parenti, un racconto che non si deve mai smettere di ricordare e tramandare, e farlo a cena gustando un ottimo filetto accompagnato dai loro vini e sfogliando un libro di storia ha un fascino difficile da descrivere, bisogna provarlo. E la storia continua, passando per la valle giù fino al Belvedere.

Trattoria Belvedere

Antichissima osteria del territorio che ha mantenuto intense le tradizioni e i prodotti che l'hanno resa famosa. Dopo poco che sei entrato lo capisci il perché i nobili Austriaci facessero la fila per venire a mangiare la carne salada qui: non ci trovi solo una della versioni più buone e saporite del territorio, trovi anche uno stuolo di bellissime e gentilissime dame che ti accompagnano con un sorriso durante tutta la cena, dando consigli, raccontando piatti, provocando la tua voglia di assaggiare tutto e sorridendo al tuo continuo mugolare di piacere ad ogni boccone. Ed effettivamente ogni assaggio e ogni piatto è stato una scoperta, e a partire dalla moglie del proprietario ad arrivare alle figlie si sono prodigate tutte a pretendere un assaggio di ogni cosa, perché ognuna ha il suo perché e tutte andavano provate.
E non so dar loro torto, anche se penso di non aver mangiato mai tanto in vita mia, di certo c'è che ogni piatto è una interpretazione unica (e irripetibile) e si, meritano tutti una prova. Il locale, molto elegante e di classe, è pieno delle fotografie del passato che qui si è vissuto nei tempi andati: mi ha incuriosito il nome presente già nelle foto storiche,  "restaurant belvedere", porta ancora la traccia del Tedesco (non inglese, anche se uguale) che lo ha contraddistinto come meta molto amata dagli austriaci e dai tedeschi.
Nelle foto dei pranzi e degli ospiti si vede e si sente l'aspetto di un luogo di classe dove si andava a gustare la carne salada in doppiopetto e con l'orologio da taschino in tasca, uomini e stili d'altri tempi, e un punto in cui la tradizione contadina e locale incontrava l'aristocrazia e i ricchi di un tempo, che correvano qui per gustare questi piatti e deliziarsi del sorriso di chi glieli serviva.
Ci si sente davvero a casa, coccolati e viziati come non mai, con l'antipasto di salumi e formaggi locali e, soprattutto, la carne salada cruda servita con il loro spettacolare olio e pepe, un vero spettacolo. Si prosegue con i primi, da segnalare gli enormi canederli, per i puristi quello da non perdere e il canederlo in brodo, io che sono vizioso ho scelto quello a burro e salvia ed è stato indimenticabile. A concludere la carne salada cotta, altro spettacolo che li ha resi famosi fino Berlino, accompagnata dai loro fagioli e dal loro olio. Anche questa un’esperienza tutta da vivere, saltate il pranzo se ci andate a cena, vale la pena tenersi il giusto spazio per assaggiare tutto.

Insomma, quando verrete in queste zone, queste le due tappe da non perdere e da provare per gustare ancora più a fondo storia, tradizione e gusto del territorio!

Al Forte Alto

Cura del dettaglio e del particolare..giochi di forme e colori nella presentazione dei piatti...Emozioni non solo per il palato ma anche per gli occhi! Il Ristorante Al Forte Alto si trova all'interno di un forte austroungarico del 1860 con invidiabile vista panoramica sul Garda.
Essendo parte del Club delle Osterie Tipiche Trentine e del Club della Strada del Vino e dei Sapori, tieni a promuovere ingredienti locali facendo si che siano proprio i veri sapori freschi e genuini del nostro territorio ad essere i protagonisti delle nostre tavole.
E' una cucina completamente casereccia, dove tutto è lavorato a mano: il pane,la pasta,i prosciutti,i dolci..addirittura la sfoglia è artigianale!

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