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La Piramide etrusca, mistero nel bosco


Salvatore era un bambino quando insieme al padre passeggiava per la selva sotto il borgo di Bomarzo, tra passeggiate in cerca di funghi e legna intorno al "sasso con le scale", come lo chiamavano i bomarzesi che da sempre la ignorarono pur rispettandola, la natura si prese cura di questo monumento rupestre finché i ricordi di bambino si unirono alla volontà di uomo che lo spinsero a riscoprirla nel 2008.
Risalente al nono secolo avanti Cristo, altare rupestre, poche le spiegazioni precise, molte le ipotesi tutte avvolte nel mistero.
Richiami a questo luogo solo un affresco del 700 nel palazzo Orsini di Bomarzo sul quale è raffigurato un personaggio romano giudicava su un sasso quadro chiamato "il sasso del Predicatore".

Nel medioevo fu un luogo religioso cristiano, un percorso nel bosco disseminato di croci scolpite sulla pietra porta alla chiesina di Santa Cecilia.
Secondo l'ipotesi di Salvatore in questo periodo l'altare aveva un utilizzo sacrificale di agnelli, un sistema di canalizzazione e vaschette scolpite nel peperino della piramide portava il sangue dell'animale sacrificato sulla terra.

Un luogo suggestivo, un altro mistero conservato dalla natura, la custode della Tuscia, riscoperta dall'amore della propria terra e delle proprie origini.

PS Per arrivare al sito si deve percorrere un sentiero poco accessibile e nascosto, consiglio di chiamare un accompagnatore del posto!

 

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