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Con l’arrivo delle belle giornate, dopo le ultime piogge maggioline, torna la voglia di fare gite e scorribande sconfinando, perché no, nella vicina Svizzera che, tra boschi e montagne poderose, nasconde luoghi fiabeschi assolutamente da vedere, almeno una volta nella vita. 


Uno di questi è la Valverzasca. Il nome, di chiara derivazione celtica, significa “valle delle verdi acque”. E in effetti il luogo è attraversato in tutta la sua lunghezza da un fiume, la Verzasca, che scorre dentro un canyon di roccia e presenta acque limpide e cristalline, dai colori che spaziano dalle tonalità più vive del turchese a quelle dello smeraldo più intenso.

Ma come si arriva in questo angolo di Paradiso? L'unico accesso alla valle per tutti i mezzi a motore, inclusi gli autopostali, si trova a sud e offre due alternative, o da Tenero o da Gordola. C'è poi la strada cantonale sul lato est della valle, terminata nel 1871, che tocca i paesi di Vogorno, Corippo, Lavertezzo, Brione Verzasca, Gerra Verzasca, Frasco e termina a Sonogno. C'è infine un accesso anche sul lato ovest, tramite la strada proveniente da Locarno che entra nella valle a Tenero, e termina a Mergoscia. Anticamente questa valle era chiamata anche Val della Porta perché il passaggio sul lato sinistro, posto in concomitanza di uno spettacolare orrido, in caso di pestilenze o guerre, veniva chiuso di notte con un grosso portone per proteggere e regolare l'accesso ai villaggi verzaschesi.

Il luogo, proprio grazie alla sua natura, consente di praticare molti sport, anche estremi, primo fra tutti il jumping alla diga di Contra famosa perché dall'alto dei suoi 220 metri è stata girata la scena del salto di James Bond protagonista del film “Goldeneye”, cosa che gli è valsa il nome di “salto di 007”. La Diga è raggiungibile da Gordola e al centro vi si trova l'impianto per il salto, il più alto impianto fisso per bungee jumping del mondo, per praticare il quale è necessaria la prenotazione. Ugualmente suggestiva ma anche molto pericolosa è la discesa del fiume in canoa. La Verzasca attrae sia i canoisti che i sommozzatori ma si tratta di una discesa adatta solo ai più esperti e coraggiosi a causa delle correnti, delle acque gelide e dei numerosi massi che rendono accidentato il letto del fiume. I luoghi offrono indubbiamente uno spettacolo unico, da mozzare il fiato, ma sono da avvicinare con la dovuta prudenza, come raccomandano i numerosi cartelli in tutte le lingue: “so beautyful, so dangerous”! Non avventuratevi dunque se non siete più che sicuri di voi stessi e, soprattutto, non andate mai da soli.

Lo sport davvero per tutti che invece noi vi consigliamo caldamente è il trekking. Favorito dalla presenza di numerosi sentieri che si addentrano in boschi da fiaba, sempre costeggiando il fiume di smeraldo, e con una splendida vista sul canton Vallese e sulle Alpi Bernesi, è davvero una esperienza da fare. Tenendo poi presente che potete portarci anche i vostri bambini e i vostri animali domestici, questi ultimi rigorosamente al guinzaglio, cosa desiderare di più? Numerosi sono i percorsi segnalati secondo le convenzioni del Club Alpino Svizzero, e il dettaglio rassicurante è che in loco sono presenti le capanne Barone, Cognora, Efra, Fümegna e Borgna che, oltre ad offrire vitto e alloggio, costituiscono un valido appoggio ai principali percorsi a tappe. Quello da prediligere fra tutti, perché interamente pianeggiante anche se un po' lungo, è il cosiddetto Sentierone della Valverzasca”, che è segnalato molto chiaramente in bianco e rosso e attraversa interamente la valle da Tenero a Sonogno. Suddiviso in varie tappe, costeggia prima il Lago di Vogorno, passando da Mergoscia, per poi risalire il corso della Verzasca. C'è poi la VAV, ovvero la “Via Alta della Verzasca” che è uno dei tracciati più selvaggi dell'intera Svizzera: collega cinque capanne passando per alpeggi, canaloni, e vallate interne di difficile accesso. Il sentiero è segnalato in bianco e blu, proprio a ricordare che è consigliato solo agli escursionisti più esperti, anche se i tratti più impervi sono attrezzati con corde o maniglie metalliche. La valle è inoltre attraversata da ben tre tappe del famoso sentiero “Trekking 700” che unisce la località di Mesocco nel cantone dei Grigioni con la località di Formazza in Italia.

Ricordiamo infine a tutti quelli che, alla natura e agli sport desiderano affinacare anche la visita a qualche edificio storico, la collezione del Museo di Valverzasca, nella casa Genardini di Sonogno dove si conservano circa mille oggetti che mostrano la vita quotidiana nei secoli scorsi. A Frasco, invece, si può visitare un mulino risalente al 1880 e una piccola centrale idroelettrica nei pressi della Capanna di Efra. Non perdetevi il ponte di Lavertezzo (nella foto), detto anche ponte dei salti, interamente in pietra che sembra sospeso tra il fiume e il cielo. A Brione è infine visibile il Castello della famiglia locarnese dei Marcacci, dominatori della Valle fin dal Cinquecento e la chiesa parrocchiale con affreschi di scuola giottesca.

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