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Arrivo ad Abano Teme e mi sento abbastanza perplessa: il paese non ha la connotazione classica di un nucleo urbano organico, non c’è un centro storico importante, in compenso ci sono tanti alberghi che sembrano tutti uguali.


Poi si arriva all’Abano Ritz Hotel e appena entrata ho l’impressione di essere tornata indietro di un secolo, anzi associo questo ingresso al Grand Hotel di Rimini e all’Amarcord di Fellini con tutto il suo fascino! Qui tutto è particolare, tutto è stato studiato nei dettagli ed è fatto per coccolare e meravigliare.

Salgo in camera con una chiave tradizionale, apro la porta e mi trovo in una stanza di 45 mq. arredata sontuosamente, con salotto in stile, fiori e frutta e un letto a quattro piazze, detto letto King! Non ho ancora finito di meravigliarmi per questo letto incredibile che mi rendo conto che non posso accendere le luci. Provo tutti gli interruttori, nulla, finchè mi accorgo che di fianco all’ingresso c’è un gancio: provo ad appoggiare la chiave e voilà come in una fiaba si accendono tutte le luci, compreso il grande lampadario di Murano al centro della stanza.
Salgo dall’amica che è sistemata al 5° piano per svelarle come si accendono le luci e invece mi trovo in una stanza modernissima super tecnologica di 60 mq.
Ci rendiamo conto che tutte le stanze sono diverse l’una dall’altra ma non abbiamo tempo per approfondire: ci aspetta il dottor Calfapietra per illustrarci il centro termale e il centro benessere.
Ad Abano ogni hotel ha all’interno il suo centro termale e il medico sottolinea che i fanghi che si estraggono all’hotel Ritz hanno una composizione particolarmente benefica perché l’area è servita dal pozzo più caldo della zona.
Oltre a curare le solite patologie per cui si prescrivono le cure termali i fanghi e le acque di Abano servono anche a migliorare l’umore e sono indicate per le persone depresse. Non posso fare a meno di pensare al mio precedente articolo “La terapia di coppia dei nonni”!
Vi è inoltre un centro, unico al mondo, per la cura della voce. Dopo una sontuosa cena servita in guanti bianchi sento il bisogno di saperne di più di questo hotel e mi siedo a fare due chiacchere con la titolare Ida Poletto.
Il Ritz è stato costruito da suo padre e oggi la struttura celebra i suoi 50 anni. Le case in Veneto si costruivano a blocchi e si allargavano in funzione delle esigenze della famiglia. Architettura famigliare, l’ha definita Ida Poletto e anche l’hotel Ritz è cresciuto negli anni con questa logica.
Il padre ingegnere, l’inventore dell’impianto di illuminazione antelitteram che mi ha tanto colpito è stato l’artefice e creativo illuminato di tutto questo patrimonio, la madre ha invece avuto l’idea “no standard”: nessuna stanza doveva essere uguale all’altra perché ogni ospite al Ritz doveva sentirsi speciale.
Il quinto piano era fino a pochi anni fa la residenza della famiglia Poletto.
Cambiate le esigenze della famiglia le due sorelle che gestiscono l’hotel hanno pensato bene di trasformare il quinto piano in stanze per la clientela più giovane, conservando il principio “No Standard” e dando continuità all’impostazione originale.
Le sorelle si preoccupano di rendere le giornate piacevoli e stimolanti per i loro ospiti organizzando visite guidate nell’affascinante contesto del Parco regionale dei Colli Euganei, concerti serali, presentazione di libri e incontri con esperti di vari settori.
La creatività dell’Ingegnere è stata ereditata dalle figlie che continuano ad avere idee innovative. L’ultima è stata quella di recuperare un vecchio deposito e trasformarlo in un ristorante gourmet attiguo al Ritz, “Il brutto anatroccolo”. Anche qui si percepisce entusiasmo, disponibilità e grande rispetto per la clientela. 

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