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I nostri stili di vita ad alto stress mettono a dura prova il sistema nervoso.Che ci informa attraverso il corpo. Si tratta di imparare ad ascoltarlo anziché zittirlo.


I nostri stili di vita ad alto stress mettono a dura prova il sistema nervoso. I continui, insidiosi mini-stressori, dalla coda in auto nel traffico al collega o al cliente irritante, nel lungo periodo diventano dannosi per il nostro stato di benessere e per la nostra salute. A meno che non impariamo a “giocare” con il sistema nervoso, così da rispondere adeguatamente ai fattori di stress, anziché reagire in automatico.

Si tratta di un percorso di consapevolezza, ma non quella che rimanda all’immagine di una persona calma e distaccata come fosse sempre in uno stato meditativo, bensì una consapevolezza concreta e corporea, integrata nel quotidiano. Può essere piacevole meditare in un luogo tranquillo con profumo di incensi, ma poi la realtà quotidiana è un'altra. Il nostro star bene non deve dipendere dai fattori esterni, questo ci rende vulnerabili e fragili. E' la nostra capacità di rispondere la chiave del nostro benessere, anche e soprattutto nelle difficoltà. E per rispondere senza soccombere non devo necessariamente saper stare seduto in silenzio a gambe incrociate in un luogo tranquillo. Basta che io sia in contatto con il mio corpo, quindi con i miei pensieri e le mie emozioni, nel flusso degli eventi quotidiani, che comprendono impegni, imprevisti, cambi repentini di programma, preoccupazioni, scadenze e via dicendo. Imparare ad ascoltarsi  come sistema corpo-mente non è così difficile e bastano pochi minuti al giorno di attenzione a se sessi per innescare grandi cambiamenti (sull'importanza dell'attenzione consiglio la lettura di "Focus" di David Goleman).

A ogni stimolo, interno o esterno, il sistema nervoso dà la risposta che ritiene migliore per salvaguardare la nostra salute e quando ci sono alterazioni dello stato di benessere, esso ci avverte parlando la sua lingua, che è quella del corpo. Spesso però non ascoltiamo i suoi messaggi. Questo è il punto chiave: tendiamo a non ascoltare il corpo, subiamo i “messaggi” e cerchiamo di zittirli. Quasi ci vantiamo se riusciamo a lavorare nonostante l’influenza, il mal di schiena, il mal di testa, la stanchezza… e se stai pensando che non puoi permetterti di rispettare i messaggi perché devi far fronte agli impegni e ai doveri, questo può essere vero in molti casi, ma chiediti se anche quando potresti prenderti del tempo, lo fai oppure sei incline “a tenere duro e andare avanti”. Diciamo “non posso” per abitudine, che è poi un automatismo verso un senso del dovere che viene da chissà dove, per mantenere un’immagine di noi (un'immagine appunto) che vogliamo dare agli altri, come se prendersi cura di sé non fosse un nostro diritto. Il problema è che il tempo non dedicato a noi stessi che pensiamo "guadagnato", lo perdiamo poi in terapie, specialisti, medicine, stanchezza, mancanza di energia, irritabilità, insonnia, ansia… pensando che in fondo sia “normale” così. Basterebbe invece portare attenzione alle sensazioni fisiche, chiave per avere una percezione di sé più chiara e un’immagine autentica, non costruita mentalmente. Affinando la nostra sensibilità, possiamo accorgerci dei sussurri del corpo - i messaggi del sistema nervoso - e "ricablarlo" immediatamente. Se invece ignoriamo i sussurri, questi un giorno diventeranno grida, proprio perché il sistema nervoso agisce per ristabilire lo stato di salute, come una madre che si raccomanda con il bambino e se non è ascoltata anziché parlare dolcemente lo incita a gran voce. Per stare bene non occorre essere “zen”, anzi, è giusto rispettare e accettare il flusso e il manifestarsi delle emozioni, quelle positive così come quelle negative, che spesso invece tendiamo a nascondere, a “buttare giù”. Ma le emozioni che “buttiamo giù” non escono: si insediano nel corpo, nei nostri organi, e a lungo andare diventano nodi, sassi, veleno.

Da dove partire? Oggi stesso prova a prenderti un momento durante la giornata per ascoltare il tuo respiro. Non si tratta di tecniche, soltanto di osservare, ascoltare e invitare a un espiro più lungo e profondo, che auita ad abbassare il tono muscolare e le tensioni. Ti propongo questo audio di soli 5 minuti: "Ritrovare la calma osservando il respiro".

Ti aspetto al prossimo articolo con altri semplici suggerimenti di MovimentoSano, basato sui principi neuroscientifici del Metodo Feldenkrais.

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